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| ARCHIVIO Cavallerizza Reale 8 - 13 maggio 2007 IL VIAGGIO DI ULISSE ELOGIO ALLA FOLLIA 2007
in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Sistema Teatro Torino, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Associazione Il Libro Ritrovato, Fiera Internazionale del Libro di Torino IL VIAGGIO DI ULISSE Liberamente tratto dall’Odissea Revisione drammaturgica e ricerche Prof. Vincenzo Jacomuzzi Progettazione Ivana Ferri – Laura Salvetti Firpo – Vincenzo Jacomuzzi – Bruno Maria Ferraro Riferimenti letterari e suggestioni Omero, Cesare Pavese, Crista Woolf, Giuliana Bertolo, Daniela Raimondi, Giovanni Pascoli, Umberto Saba, James Joyce, Claudio Magris, Federico Garcia Lorca, Konstantin Kavafis Scenografia Lucio Diana Costumi Monica Di Pasqua Progetto coreografico Silvia Battaglio Con Bruno Maria Ferraro, Silvia Battaglio, Edoardo La Scala, Andrea Fazzari, Eva Cischino, Costanza Frola, Gloria Liberati E con Margherita Demichelis, Carlo Marrapodi, Luca Del Grosso, Filippo Losito, Erika Mitton, Alessandro Tosini, Melita Giambrone, Marta Laneri, Francesca Saraullo Musiche Gianluca Misiti, Craig Armstrong, Ludovico Einaudi, Hugues Le Bars Organizzazione Simona Tropea Coordinamento tecnico Massimo Violato Tecnico di Compagnia Francesco Fuggetta Regia Bruno Maria Ferraro – Ivana Ferri Produzione Tangram Teatro Torino con il sostegno del Sistema Teatro Torino, in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino e con Elogio alla Follia 2007 Liberamente tratto dall’Odissea, lo spettacolo ci porta dentro il viaggio di un uomo che è il percorso di un’intera umanità. Itaca è un punto illusorio di approdo per un viaggiare che non terminerà mai, destinato a conoscere sempre nuovi ostacoli, a mutare continuamente direzione, attraverso il quale si compie la costruzione della conoscenza. Il pubblico “vede” il viaggio con gli occhi di Ulisse, e al suo fianco percorre luoghi, epoche e personaggi. Il fascino conturbante di Circe si fonde con la discesa nel regno dei morti, il canto delle sirene sono un passaggio obbligato per giungere alla bellezza senza tempo di Calypso, i racconti dei Feaci contrappuntati dalla dolcezza di Nausicaa sono la premessa alla violenza cieca dei Proci . Elementi che sulla scena compongono un affresco di forte suggestione emotiva che è soprattutto la storia del nostro viaggio verso un futuro ignoto. Non Ulisse ma la nostra società è lontana dal mondo dorato degli dei e attraversa spazi che la ragione non può contenere, senza appartenenze vere, cercano solo un termine. Penelope è una figura lontana ma costantemente presente, come ad indicare il punto di arrivo, il luogo conosciuto che è ragione stessa del viaggio e diventerà, come una condanna solo una tappa di un percorso più ampio e non comprensibile. Lo spazio scenico restituisce il piacere e la fatica di camminare a piedi nudi nella sabbia, e lì si ricompone una storia conosciuta da tutti che è patrimonio comune. Su quella sabbia impalpabile lo spettacolo fonde con equilibrio prosa, musica e danza e fa di Ulisse non un mito ma un uomo che come noi ha oltrepassato un punto di non ritorno e può guardare solo avanti, molto, forse troppo lontano. Itaca forse non esiste. Itaca è il punto di arrivo immaginato e sempre ritardato. E’ il ritorno impossibile. Itaca è il motivo del viaggio ed è il viaggio stesso. E’ lontananza E’ ciò che raggiungiamo solo nei miti e nelle nostre speranze. E’ là dove mare ed cielo si incontrano, … e non è detto che sia terra. elogio alla follia 2007IL VIAGGIO VERSO ULISSE Elogio alla Follia, quest’anno all’ottava edizione, è uno spazio di approfondimento che utilizza il teatro per entrare emotivamente e razionalmente all’interno del tessuto sociale che ci circonda, analizzare discrepanze, ricostruire quegli elementi che sembrano non rispondere più ad una logica, portare alla luce “differenze” che sono spesso risorse e non limiti. Un simbolico tavolo operatorio dove sezionare, ricomporre anche in modo a volte cruento ma sempre alla ricerca di una ragione e della guarigione. In questi otto anni di vita Elogio alla Follia ha gradualmente trasferito il suo interesse dal “patologico” al letterario”. Non è stato un passaggio voluto o cercato, è stato un evolversi naturale disegnato cercando nodi da sciogliere e radici da riconsiderare. Indietro nel tempo, attraverso opere che sono i cardini sui quali poggia la cultura occidentale. Quindi dal 2000 con “Stravaganza” di Dacia Maraini per la regia di Ivana Ferri che affrontava l’inserimento dei malati di mente all’indomani della legge Basaglia, fino allo scorso anno con un programma interamente dedicato al rapporto tra Shakespeare e le donne. E’ un percorso, un viaggio condiviso con il pubblico, è un andare lontano. E quest’anno con il pubblico andiamo lontano, in quello spazio dove la nostra immaginazione colloca la più straordinaria storia che un uomo possa immaginare: la costruzione della conoscenza. Ed è lì che incontriamo Ulisse. Personaggio straordinario conosciuto sui banchi di scuola, Ulisse, la sua astuzia, il coraggio, gli incontri con donne straordinarie, Ulisse il viaggio e l’avventura. Ulisse che è diventato sinonimo di meraviglia, che così si chiamano agenzie di viaggi, automobili, programmi televisivi, purosangue, hotel. Ulisse il cui nome deriva da Odisseo… l’odiato. Ecco la stonatura è qui che qualcosa non và. Perché un eroe amato, ammirato, vissuto come simbolo positivo si porta appresso il fardello di un nome simile? Elogio alla Follia 2007 percorre un viaggio alla ricerca di questo “perché”. elogio alla follia 2007IL VIAGGIO INTORNO AD ULISSE Nell’immaginario collettivo Ulisse è l’eroe dell’intelletto, in lui si fondono i muscoli possenti che un eroe deve avere ad una mente raffinata, elastica, come la definisce Omero … dai mille colori. Ulisse con i suoi muscoli e con la sua mente percorre e traccia confini, gestisce uomini e situazioni, persegue obiettivi impossibili superando prove fisiche e psicologiche. Scopre, conosce, cela, piange…Piange spesso e quasi mai è sincero. Ottiene sempre se non può con la forza sicuramente con l’inganno. Un eroe perfetto. In tutto, tranne che nel nome. Quel nome che continuamente cerca di non rivelare e che vuol dire l’odiato. Odisseo. E’ come se nel nome fosse già scritto l’epilogo. Ulisse traccia i confini della conoscenza, si spinge oltre i limiti della comprensione. Fa in poche parole lo stesso percorso che stiamo facendo noi, con altre Nausichee, altri Polifemi, altre Penelopi, anche noi cerchiamo verità che sono sempre oltre che saranno sempre punti di ripartenza e mai approdi. E nel fare questo consumiamo, logoriamo, distruggiamo ciò che troviamo sul nostro percorso e che vogliamo conoscere o meglio ancora possedere. Per una volta potrebbe essere interessante anziché percorrere, ripercorrere. Dare voce al passato recente, capire, ricordare. Forse il solo modo per capire il 900 è camminare nel silenzio dei campi di sterminio. Quella è la vera “storia” quella degli individui che non hanno mai una voce ma sono la Voce unica di un’umanità in cammino. Nei loro volti, nelle loro sofferenze c’è la Storia, ci sono i presupposti, gli svolgimenti e le conclusioni. Non nelle biografie dei condottieri, o degli uomini politici o degli eroi di giornata, ma nei volti della gente. E Ulisse? Dov’è la sua verità? O meglio la nostra verità su di lui. E’ nel dopo. E’ nella voce di Nausicaa che racconta il suo sogno infranto e della pace violata del suo popolo, è nella rabbia di Circe la cui magia si è spenta, è nel buio a cui è condannato Polifemo, è nella sconfitta dei mariani che non vedranno più le loro case, è nella solitudine disperata di Calypso, è soprattutto nel tempo consumato di Penelope a cui il ritorno non restituisce una vita perduta. E lontane sullo sfondo le rovine fumanti di Troia. Questo tappeto di desolazione, di dolore, di disequilibrio, di odio è ciò che il passaggio di Ulisse lascia. E’ come nelle guerre di oggi dove ciò che sembra positivo si rivela poi tragicamente incapace di restituire equilibri che prima comunque esistevano. Ulisse è là sullo sfondo, lontano, continua a procedere, cammina, cammina, non si fermerà mai, continuerà a tracciare confini e a portarci alla rovina. Forse è per questo che l’avevano chiamato Odisseo. elogio alla follia 2007IL VIAGGIO DI ULISSELiberamente tratto dall’Odissea, lo spettacolo ci porta dentro il viaggio di un uomo che è il percorso di un’intera umanità. Itaca è un punto illusorio di approdo per un viaggiare che non terminerà mai, destinato a conoscere sempre nuovi ostacoli, a mutare continuamente direzione, attraverso il quale si compie la costruzione della conoscenza. Il pubblico “vede” il viaggio con gli occhi di Ulisse, e al suo fianco percorre luoghi, epoche e personaggi. Il fascino conturbante di Circe si fonde con la discesa nel regno dei morti, il canto delle sirene sono un passaggio obbligato per giungere alla bellezza senza tempo di Calypso, i racconti dei Feaci contrappuntati dalla dolcezza di Nausicaa sono la premessa alla violenza cieca dei Proci . Elementi che sulla scena compongono un affresco di forte suggestione emotiva che è soprattutto la storia del nostro viaggio verso un futuro ignoto. Non Ulisse ma la nostra società è lontana dal mondo dorato degli dei e attraversa spazi che la ragione non può contenere, senza appartenenze vere, cercano solo un termine. Penelope è una figura lontana ma costantemente presente, come ad indicare il punto di arrivo, il luogo conosciuto che è ragione stessa del viaggio e diventerà, come una condanna solo una tappa di un percorso più ampio e non comprensibile. Lo spazio scenico restituisce il piacere e la fatica di camminare a piedi nudi nella sabbia, e lì si ricompone una storia conosciuta da tutti che è patrimonio comune. Su quella sabbia impalpabile lo spettacolo fonde con equilibrio prosa, musica e danza e fa di Ulisse non un mito ma un uomo che come noi ha oltrepassato un punto di non ritorno e può guardare solo avanti, molto, forse troppo lontano. Itaca forse non esiste. Itaca è il punto di arrivo immaginato e sempre ritardato. E’ il ritorno impossibile. Itaca è il motivo del viaggio ed è il viaggio stesso. E’ lontananza E’ ciò che raggiungiamo solo nei miti e nelle nostre speranze. E’ là dove mare ed cielo si incontrano, … e non è detto che sia terra. ___________________________________________________________________________________________________________________ ELOGIO ALLA FOLLIA 2007 Frutto di un progetto culturale che ha messo a fuoco nel tempo anche attraverso la messa in scena di testi insoliti, autori e temi ambigui e inquietanti ma, proprio per questo, profondamente umani, Elogio alla follia ha tenacemente indagato una dimensione di contemporaneità problematica, indagata nei suoi territori meno sicuri, contribuendo a illuminarne i turbamenti e le solitudini di pensiero e di sentire, ma insieme la ricchezza e la creatività. Gli ideatori del progetto hanno seguito nel tempo un percorso che ha rivolto la sua attenzione all’espressività contemporanea attraverso una costante del proprio ricercare: la visitazione del lato meno frequentato della quotidianità, percorrendo itinerari inconsueti, portando in scena letture e visioni del mondo diverse e controcorrente, rivelatrici di una realtà problematica, in continuo cambiamento. Il personaggio della “differenza” è rappresentato in questa edizione da Ulisse, viaggiatore di lungo percorso e capace di affrontare il rischio, protagonista di un testo, l’Odissea appunto, mito fondante del Mediterraneo, epopea stranissima e meridiana di un uomo alle prese con i mostri e le sofferenze di un destino avverso, ma anche fonte incessante di ispirazione e cifra di riflessione poetica e umana, che da Dante approda, con Joyce, alle inquietudini del nostro esistere contemporaneo. Secondo una sperimentata formula artistica che combina spettacoli e momenti di confronto diretto tra palcoscenico e platea, intrecciando i mondi paralleli della letteratura, della rappresentazione scenica e dell’indagine psicologica e sul filo di una continuità caratterizzata da un intenso desiderio di ricerca, da una ben precisa vocazione non convenzionale e dall’ambizione di proporsi quale luogo di confronto di esperienze, innovazioni e tendenze dei diversi linguaggi scenici, Elogio alla follia continua a riconfermarsi come un’occasione stimolante per mettere a fuoco i risvolti di una realtà poliedrica, ricca di risonanze, verità, implicazioni: a volte inquietante, e comunque sempre sorprendente espressione della contemporaneità.
in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Sistema Teatro Torino, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Associazione Il Libro Ritrovato, Fiera Internazionale del Libro di Torino
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