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Silvia Battaglio
Bolg

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Spettacolo disponibile per la stagione 2010-2011  Per informazioni e contatti: Roberta Savian torino@tangramteatro.it  oppure 011.338.698

La presentazione di Silvia Francia su LA STAMPAVideo presentazione
La recensione di Roberto Canavesi Messaggio di Franz Di Cioccio leader della PFM in occasione del debutto dello spettacolo
La recensione di Erika Monforte su IL NOSTRO  TEMPO 

   

La Buona Novella
liberamente tratto dai Vangeli Apocrifi e da "La Buona Novella" di Fabrizio De André  

 

Riferimenti letterari

Protovalgelo di Giacomo, Ciclo di Pilato, Vangelo di Nicodemo, i libri dell’infanzia di Maria, la Buona Novella di Fabrizio De André 

Musiche

Fabrizio De André 


Con
 


Bruno Maria Ferraro, Paolo Cipriano,  Valentina Mitola

Musiche eseguite dal vivo

Supershock

Consulenza alla messa in scena

Ivana Ferri 

Luci 

Gianni De Matteis 

Elementi di scena

Renato Ostorero 

Direzione tecnica

Francesco Fuggetta 

Organizzazione

Roberta Savian 

Produzione

Tangram Teatro Torino Tangram Teatro Torinoper Elogio alla Follia 2008 

 

 

Elementi che incontrandosi acquistano forza, raccontano, evocano, scavano solchi profondi, curano ferite.

Ma quando nel Protovangelo di Giacomo, Giuseppe si accorge che il mondo intorno a lui si è fermato, gli uomini, gli animali, il vento sono immobili in un fermo immagine ante-litteram di straordinaria bellezza ed efficacia cinematografica, in quel momento non c’è parola, non c’è suono, non c’è musica. La nascita del Messia è l’inizio del mondo nuovo, nulla, dopo, sarà più come prima.

E allora questa storie, questo particolare momento, vale la pena di raccontarlo restituendo umanità a personaggi bloccati nella loro, un po’ triste, condizione di icone.

E attraverso la loro umanità, nella loro profondità cercare le “nostre” ragioni, i nostri riferimenti.

Percorrere, chi crede e chi no, un tratto di strada, insieme.

 

Due sono i blocchi di riferimento sui quali è costruito questo spettacolo che è a metà tra il teatro di narrazione ed il teatro-canzone. Dai vangeli Apocrifi è tratto il tessuto narrativo, le vicende che ci raccontano del punto di incontro tra l’umano ed il divino. Ma se degli apocrifi conosciamo bene attraverso il Mistero Buffo di Dario Fo il Gesù i paesaggi e i personaggi che circondano l’infanzia di Gesù, decisamente meno note sono le vicende narrate sull’infanzia di Maria, sulla morte e resurrezione di Cristo, fino al sorprendente “Ciclo di Pilato”.  

Se ne occupò nel 1968-69 un cantautore trentenne, andando come al solito controcorrente, al quale in sala di registrazione i musicisti, lasciati i leggii, chiesero: “Perché?”-. A Fabrizio De André era solo venuto in mente di raccontare storie conosciute in maniera diversa. Distillando gocce di poesia. E la Buona Novella è il capolavoro poetico di una delle più lucide ed incisive voci del ‘900.

 

Portare oggi quest’opera in teatro, immergendola nelle fonti originali, è per noi orgoglio e privilegio.

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Giuseppe è in cammino,  Maria ha le doglie e lui cerca aiuto. Mentre cammina si accorge che il mondo si è fermato, uomini intenti ai loro lavori, animali che stanno bevendo, il vento stesso è immobile.

Il mondo nuovo nasce così, da una fotografia, la prima, tridimensionale, con Giuseppe che la descrive utilizzando una soggettiva cinematografica.

I Vangeli tutti, canonici ed apocrifi, nascono dal desiderio di testimoniare qualcosa di straordinario, dal bisogno di radicare una tradizione, mescolando rivelazione e storia, speranza e realtà. E nei Vangeli tutti, domina l’impronta della Buona Novella che esprime la potenza divina del Cristo, non soltanto della vita nella morte, ma della vita nella vita.

Nessuno, credente o non credente, riesce a sottrarsi al fascino di vicende che la storia non può contenere, che sollecitano dubbi e paure profonde, così radicate nel nostro immaginario da diventare cardine culturale comune.

Alla periferia dell’Impero, in un angolo anonimo del mondo accade qualcosa che forse è  storia, forse leggenda, dove è superfluo distinguere il vero dal falso. Ma è lì il luogo della costruzione delle nostre speranze e delle nostre paure. E’ lì che si generano i nostri dubbi i nostri tentativi di soluzione, è lì che affondano le nostre contraddizioni.

Ed è lì che inizia un futuro che stiamo ancora percorrendo, tutti nella stessa direzione, poche volte guardandosi negli occhi, quasi mai con la volontà di capire le ragioni dell’altro.  


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      ultimo aggiornamento  giovedì 08 aprile 2010 
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