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Silvia Battaglio

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ultimo aggiornamento 
martedì 14 febbraio 2012

Spettacolo disponibile per la stagione 2011-2012 
Per informazioni e contatti: Roberta Savian
savian@tangramteatro.it 
oppure 011.338.698

LA STORIA SIAMO NOI
Cantata profana per l'Italia
istruzioni per l'uso per i prossimi 150 anni

 canzoni, suggestioni e ragionamenti da
Giorgio Gaber               Dario Fo
Ivano Fossati                 Fabrizio De André
Claudio Lolli                  Francesco De Gregori
I Gufi                                Enzo Jannacci
Domenico Modugno

 E con i contributi letterari di
Bruno Gambarotta    Massimo Gramellini
Carlo Fruttero             Dacia Maraini
Beppe Severgnini       Vincenzo Jacomuzzi
Franco Bungaro          Tarquinio Maiorino
 

spettacolo vincitore del bando regionale sulle attività di spettacolo legate alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità di Italia

 


Allo spettacolo è stato assegnata
dal Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
la Medaglia di Rappresentanza
 

con il patrocinio di

in collaborazione con  

 

 

con 
Bruno Maria Ferraro

e con
Paolo Cipriano
(chitarra e flauto)
Valentina Mitola (basso)
Alan Brunetta (percussioni)

e la partecipazione di Bruno Gambarotta

Luci, scene e video  Lucio Diana

Regia  Ivana Ferri


organizzazione  Roberta Savian
direzione tecnica  Massimiliano Bressan
coordinamento Gianni De Matteis

Produzione Tangram Teatro Torino
in collaborazione con MITO - Settembre Musica
e con il sostegno di  
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Piemonte
Provincia di Torino

 

 

 

 

 

Con la canzone d'autore si può raccontare il nostro Paese, con le sue grandezze e le sue contraddizioni, con leggerezza e senza retorica.
De Gregori, De Andrè, Gaber, Modugno, Jannacci, Fossati: sono artisti diversissimi, eppure c’è un fil rouge che li tiene insieme. Tutti sono depositari di un frammento del quadro italiano, ciascuno con il suo vissuto, la sua sensibilità, la sua disillusione. 
Bruno Maria Ferraro e Ivana Ferri hanno, attraverso le loro canzoni, disegnato un ritratto dell'Italia di ieri e di oggi, esplorando in modo originale "l'italianità".

Lo spettacolo "vive" sulla straordinaria forza poetica di un repertorio di musica popolare di valore assoluto ed è innervato dai contributi letterari di giornalisti e scrittori che quotidianamente "raccontano" questo nostro strano e meraviglioso Paese.

“Non vogliamo fare un’operazione di recupero del repertorio di musica popolare – dichiarano Ferraro e Ferri – né dissertazioni sul Risorgimento. Non è il nostro lavoro. Vogliamo invece raccontare la storia d’Italia guardando ciò che siamo diventati, giocando sulle le contraddizioni tragiche ed esaltanti della nostra appartenenza”. In questo gioco di sguardi e prospettive le voci dei cantautori diventano lenti preziose, spesso più acute di quelle degli storici, dei sociologi, dei politici.
"LA STORIA SIAMO NOI" alterna le canzoni con pensieri, storie e citazioni tratte da Gramellini, Fruttero, Gambarotta, Maraini, Jacomuzzi e Severgnini, al quale si deve una fulminante definizione dell'Italia: “il paese capace di mandarti in bestia e in estasi nel raggio di cento metri e nel giro di dieci minuti”.

Lo spettacolo, prodotto da Tangram Teatro di Torino in collaborazione con MITO_SETTEMBRE MUSICA è patrocinato da ESPERIENZA ITALIA ed si inserisce nelle proposte legate alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità di Italia

  

E adesso?
 

Abbiamo celebrato (chi felice e chi no) i 150 anni dell'Unità di Italia.
Ci siamo riconosciuti in un'unità nazionale che a volte sentiamo estranea.

Abbiamo accolto ancora con orgoglio la retorica di chi esalta la millenaria e straordinaria storia del nostro paese.

Ma da domani cominceremo a viaggiare nei prossimi 150 anni con i dubbi di sempre.


Alla ricerca di qualche perché e dopo aver ascoltato e letto tanto, ci ha colpiti un'affermazione di Beppe Severgnini che sostiene che i migliori sociologi italiani sono i cantautori.

E non è una frase ad effetto buttata lì per stupire.
Quella piccola forma di musica popolare, che malgrado lo tsunami tecnologico continua ad essere tramandata oralmente e continua ad innervare le sere conviviali con amici, consente a generazioni intere di riconoscersi, genera un immaginario condiviso accessibile a tutti rompendo barriere culturali ed economiche. La canzone d'autore è lo strumento che meglio di altri riflette, analizza, accarezza, attacca, esalta (ecc.ecc.) la nostra … italianità.

… Italianità. Formalizzata 150 anni fa, costruita con fatica da più di duemila anni.

Non vogliamo fare un'operazione di recupero del repertorio di musica popolare, né dissertazioni sul Risorgimento. Non è il nostro lavoro. Ma vogliamo raccontare l'Italia guardando semplicemente ciò che siamo diventati.

E allora abbiamo costruito un libretto di istruzioni per l'uso. Per i prossimi 150 anni.
Con l'aiuto di Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori, Claudio Lolli, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Domenico Modugno.  Fatto di racconti e canzoni che disegnano, senza dare un riferimento specifico ad epoche o decenni, chi siamo veramente, le contraddizioni tragiche ed esaltanti della nostra appartenenza comune ad una Nazione che da sempre genera sentimenti confusi e contradditori.

Questo è il paese che ha avuto come primo Re  Vittorio Emanuele… secondo (Gramellini-Fruttero),  ferito dallo scandalo della P2 senza aver conosciuto la P1 (Gaber), che ha sparato a Garibaldi (Maiorino), che ha visto nascere Roma da un litigio tra fratelli e da intrighi di palazzo (Jacomuzzi-Bungaro).

Ma soprattutto per ritornare a Severgnini un paese capace di "mandarti in bestia ed in estasi nel raggio di cento metri e nel giro di dieci minuti".

Ivana Ferri - Bruno Maria Ferraro



 

 

 


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