Home

Spettacoli

Stagioni e rassegne

Scuola e corsi

Dove siamo

Video e recensioni

Galleria

Contatti

__________________

link:
Silvia Battaglio
Bolg

__________

La presentazione di Silvia Francia su LA STAMPAVideo presentazione
La recensione di Roberto Canavesi Messaggio di Franz Di Cioccio leader della PFM in occasione del debutto dello spettacolo
La recensione di Erika Monforte su IL NOSTRO  TEMPO 

La Buona Novella
liberamente tratto dai Vangeli Apocrifi e da "La Buona Novella" di Fabrizio De André  

IL NOSTRO TEMPO

9 NOVEMBRE 2008

| Recital | L’affettuoso omaggio di Tangram Teatro al musicista genovese e al suo celebre album del 1968

La «Buona novella» di Fabrizio De André

Erika Monforte

 Quasi sempre la vera arte non è didascalica  rispetto al mondo che vuole rappresentare  (anche nel senso che non dovrebbe farsi “didascalia”,  ossia mero commento della contemporaneità).  Il grande poeta in musica Fabrizio  De André in pieno ’68, negli anni feroci della  contestazione giovanile, pubblicò l’album «La buona novella». Nessuno seppe coglierne la straordinaria valenza allegorica, e apparve (persino ai suoi stessi musicisti) come un’evasione anacronistica quello che oggi è ampiamente considerato il miglior concept album del Novecento italiano. De André spiegò poi che raccontare la storia di Gesù era sviscerare e dinamiche umane che accompagnarono la venuta sulla Terra del più grande rivoluzionario di tutti i tempi, le cui istanze, se non spirituali, sicuramente etiche, il cantautore genovese vedeva molto vicine a quelle dei giovani contestatori sessantottini. Si convinse poi nel 1972 a creare un disco esplicitamente arrabbiato ed engagé come «Storia di un impiegato», ma restò sempre legato a quei brani tratti dai Vangeli apocrifi, molti dei quali, infatti, ripropose nella sua ultima, bellissima tournée, dalla delicatezza de «L’infanzia di Maria» alla struggente «Tre madri», fino al provocatorio «Testamento di Tito». Nell’accogliente sala di via don Orione 5  Torino, Tangram Teatro ha inaugurato il 30 ottobre (tra l’altro, nel giorno delle grandi manifestazioni contro il decreto Gelmini), la stagione 2008-2009, con una ripresa della produzione «La buona novella», già presentato in aprile all’interno del progetto «Le ragioni di chi crede e chi no». In cartellone anche «Un sogno per Maria», dedicato all’umana fragilità della Vergine, e un altro omaggio a De André, «FDA Bocca di rosa e altre storie… II parte». Da tempo Bruno Maria Ferraro presenta questa bella operazione di recupero e di affettuoso omaggio, in cui i brani dell’album si alternano alla recitazione di pagine dei Vangeli apocrifi , soprattutto il Protovangelo di Giacomo, il Ciclo di Pilato, il Vangelo di Nicodemo e i libri dell’infanzia di Maria. Questa volta, però, per concentrarsi meglio nel doppio ruolo di cantante e di attore, ha scelto di avvalersi della collaborazione musicale dei Supershock, gruppo formato da due giovani, eccellenti virtuosi, Valentina Mitola e Paolo Cipriano, che impreziosiscono il lavoro con una tecnica chitarristica raffi nata e originale. E il cerchio sembra chiudersi, in un insieme di ingredienti quanto mai felicemente omogenei, per spirito e comunanza di intenti: Faber, anzitutto, coerente sempre, umile quanto più si dimostrava grande (l’11 gennaio prossimo saranno 10 anni che ci ha lasciati: i suoi orfani sono tanti, di ogni età). E poi Bruno Maria Ferraro, teatrante retto e preparato che, portando avanti un discorso di impegno civile e di scandaglio della natura umana, è divenuto un punto di riferimento per la città senza inseguire facili successi e senza dover ricorrere ad alleanze o compromessi svilenti. E infine i Supershock, gruppo di altissimo calibro, formato da due ragazzi non ancora trentenni già noti a livello europeo, serissimi e progettuali, fra i pochi musicisti in Italia intenzionati, a qualunque prezzo, a vivere solo di musica. Nel loro curriculum, diverse incursioni nel teatro ma anche nel cinema, con le applaudite risonorizzazioni  rock di capolavori come «Metropolis» e «Il gabinetto del dottor Caligari». Giunge allora quanto mai opportuna la ripresa di questo recital denso di poesia, le cui repliche proseguono fino al 16 novembre, nella messa in scena essenziale e intima di Ivana Ferri. Il Paese è scosso da forti contrasti sociali e politici, gli studenti di ogni ordine e grado scendono in piazza per reclamare un futuro migliore, la crisi economica diffonde paura e pessimismo. Niente di meglio che riunirsi in un piccolo teatro indipendente come il Tangram a riassaporare la bellezza delle parole di De André, a condividerne il messaggio di pietà  verso gli ultimi e di fratellanza universale, partecipando ad una sorta di rito, officiato dalla voce ricca di sonorità di Bruno Maria Ferraro, accompagnata dalla purezza del suono (e del cuore) di due musicisti eccezionali. In una raccolta, ma “smisurata” preghiera.


Home - Spettacoli - Stagioni e rassegne - Scuola e corsi - Dove siamo - Video e recensioniGalleria - Contatti
   
credits 
privacy  dati fiscali

Tangram Teatro Torino    Via Don Orione, 5 - 10141 Torino  tel. e fax 011.338.698  p. iva 06875150010   torino@tangramteatro.it     
      ultimo aggiornamento  giovedì 08 aprile 2010 
Dati a cura di Tangram Teatro Torino. L'utilizzo di immagini pubblicate su questo sito è subordinato ad autorizzazione da richiedere a    torino@tangramteatro.it