home
produzioni
stagioni e rassegne
scuola e corsi
dove siamo
video e recensioni
galleria immagini
contatti

__________________

Google  
 



cerca su web
cerca sul sito
______________________

link: 

Tangram Teatro su

Silvia Battaglio

crediti
privacy 
dati fiscali 


ultimo aggiornamento 
sabato 31 marzo 2012

LA STORIA SIAMO NOI
Cantata profana per l'Italia
istruzioni per l'uso per i prossimi 150 anni

 

I centocinquant’anni dell’Italia secondo Tangram Teatro

di Laura Bevione

Molti applausi hanno accompagnato le due repliche di domenica scorsa di La storia: siamo noi. Cantata profana per l’Italia. Istruzioni per l’uso per i prossimi 150 anni, lo spettacolo ideato e messo in scena da Ivana Ferri e Bruno Maria Ferraro per celebrare in modo anti-retorico e riflessivo l’anniversario dell’Unità. Combinando ricordi personali legati alla Torino del 1961; scritti, fra gli altri, di Carlo Fruttero, Dacia Maraini, Beppe Severgnini e Massimo Gramellini; canzoni di Gaber, Fossati, De Gregori, Jannacci e dell’amato De André, prende corpo un composito collage capace di restituire efficacemente la nostra contraddittoria e articolata identità nazionale. Sul palcoscenico Bruno Maria Ferraro è l’affabile e coinvolto maestro di cerimonie di questa inusuale e critica celebrazione. Accompagnato dalla chitarra di Paolo Cipriano, dal basso di Valentina Mitola e dalle percussioni di Alan Brunetta, Ferraro alterna letture e riflessioni personali a canzoni, spaziando dal ricordo degli eroi dimenticati del nostro Risorgimento alla denuncia – discreta – dell’attuale malgoverno; dall’emigrazione – di ieri e di oggi – al disfattismo e al conformismo, mali atavici dei nostri conterranei. E poi la sfuggente definizione dell’italianità, carattere che contiene in sé, allo stesso tempo, estrema raffinatezza e triviale volgarità, originalità del pensiero e bieco calcolo, generosità ed egoismo. L’identità nazionale appare dunque afflitta da inguaribile schizofrenia, una patologia che centocinquant’anni non sono riusciti a guarire ma, anzi, ad aggravare: come si spiegherebbe altrimenti l’opportunità offerta al più giovane discendente di casa Savoia di offrire improbabili lezioni di storia su uno dei canali di Radio Rai? Bruno Gambarotta, complice e ospite a sorpresa dello spettacolo, ci racconta con la consueta pacatezza una di queste surreali lezioni, dedicata ad Alessandro Magno, e la sua amabile cordialità non fa che sottolineare, per contrasto, il pressapochismo e l’ignoranza mutati in pregio che hanno fatto la fortuna del mancato sovrano Emanuele Filiberto. Ma, ci suggeriscono implicitamente Ferraro e Ferri, quella compiaciuta esibizione di superficialità e di scarsa cultura, non è che lo specchio di un’Italia che, troppo spesso, dimentica il proprio glorioso passato e abdica alla propria dignità e al proprio orgoglio. Un atteggiamento che Ferraro combatte in scena tramutando la sua indignazione in generosa ed espressiva energia, rivendicando qualità e pregi sovente ignorati e calpestati. Lo spettacolo – quasi due ore di musica e teatro di alta qualità – diviene in questo modo un invito a ripensare la nostra italianità, combattendo il disincanto che ci fa desiderare di fuggire altrove e riscoprendo la poesia e l’intelligenza che il nostro paese è tuttora capace di far nascere.


• home • produzioni • stagioni e rassegne • scuola e corsi • dove siamo • video e recensioni • galleria immagini • contatti •

Tangram Teatro Torino    Via Don Orione, 5 - 10141 Torino  tel. e fax 011.338.698  p. iva 06875150010   torino@tangramteatro.it    
Dati a cura di Tangram Teatro Torino. L'utilizzo di immagini pubblicate su questo sito è subordinato ad autorizzazione da richiedere a    torino@tangramteatro.it