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| Pubblicazione: 09-04-2011, LA STAMPA Sezione: Autore: OSVALDO GUERRIERI
Pensando a Jeanne d'Arc folle d'amore Si chiama Jeanne la creatura evocata e incarnata da Silvia Battaglio nell'ultima sua invenzione teatrale. Jeanne altri non e' che Giovanna d'Arco, l'eroina, la santa guerriera, la martire. Ma «Le corps de Jeanne» non ne rimedita la vita. In scena alla Cavallerizza per la rassegna «Elogio della follia» di TANGRAM Teatro, lo spettacolo accoglie gli echi di quella figura eccessiva e invasata per applicarli a una donna d'oggi, che vive nell'oggi, ma e' preda degli stessi turbamenti e delle stesse lacerazioni della pulcella d'Orle'ans. E' una storia d'amore quella che ci propone la Battaglio. Amore trascendente e immanente fatto di abiura e di riconversione. A quale amore tende Jeanne-Silvia? Il soffio mistico spira vigoroso. Ma non e' soltanto questo. Cio' che avviene e' una specie di ricomposizione, di ricongiungimento dopo le scissioni. E' questo che conta. E Silvia lo fa con la tecnica sua propria, mescolando parola, danza, musica, immagine. Anzi in quest'occasione l'immagine assume un ruolo preminente e particolarmente significativo. Elaborati magnificamente da Lucio Diana, i filmati proiettati sul velario che separa l'interprete dalla platea sono un'entita dialettica, uno specchio dell'eroina, un suo complemento e completamento, possono anche alludere alla frantumazione rissosa del suo essere. Anche qui come a Domre'my la Pulcella sente le voci. Ma le giungono per telefono. Sono le voci di un'amica e dell'amato Michele, sono le voci che la fanno precipitare negli inferi e la risollevano verso una sfera finalmente pacificata e tersa. Spezzoni di film celebri (le varie Giovanna d'Arco di Dreyer, Rossellini, Bresson), brani da Anouilh, Brecht, Merini, Pasolini ecc., musiche travolgenti di Verdi e la non meno travolgente «Histoire d'un amour> > di Dalida e, nel ribollire di questo crogiuolo, la Battaglio «vive» i suoi tormenti, le sue estasi, la condizione di una donna alla disperata ricerca di se stessa nel mondo, o fuori del mondo. Si replica ancora domani.
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