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Home __________________ __________ | stagione teatrale duemila89 Tangram Teatro
Menzione speciale Premio Scenario 2007 Motivazioni della Giuria: "Per la forza poetica e l’energia implacabile con cui i due attori rappresentano un dramma famigliare orribile e attraente, consumato nella chiusura e nella solitudine, fra fantasmi insepolti e angherie quotidiane, in un sud che mescola religione e superstizione, amore e violenza, esterni assolati e interni vischiosi, dove la malattia è destino e la libertà è un sogno da lanciare nel vuoto, in un crescendo distruttivo di dolore e abbandono magistralmente scritto e magistralmente interpretato sulla scena."
In un desolato paese della Sicilia, nel giorno di Sant’Antonio due fratelli salgono fino alla stanza soprasopra. Pino, primo fratello, e Sergio, handicappato, mezzo cervello, fardello più che fratello. In scena basta una tenda a fiorellini. L’intensa interpretazione dei due attori è sufficiente a creare attorno a quel lembo di stoffa non solo tutta la casa ma il paese intero, con il buio, i vizi e le superstizioni. (presentazione dello spettacolo di Alessia Racicchini, pubblicata su Krapp’s Last Post)
Riempiamo ogni giorno la vasca per lei: Strìcala, lavacci le spalle, è tutta pisciata, sgràsciala tutta, sempre co lei dobbiamo stare… le femmine sono tutte buttane Quanti sono i gradini che ci porteranno alla stanza soprasopra? E quanti anni impiegheremo per farli, Sergio? Chi li ha mai contati! Ma verrà il tempo di salire
Ancora una lavata, due lavate, tre asciugate, quattro morvi, sette pisciate, tre mutande, venti cacate, nove lenzuola, 150 chili di madre, mezzo cervello di fratello Mai uscire. Guai a uscire. Guardare dall’alto il resto del mondo, miniaturizzarlo e sentirsi potenti; i signori crudeli e i fedenti tutti sono formiche, e dall’altolontàno posso essere il padrone del mondo
Non posso fare a meno di questa casa, Sergio, tu sei la mia malattia preferita, la colonna portante, il bastoncino della mia vecchiaia…lo senti? Osculta il silenzio… lo senti il peso della casa? E allora tieni il tetto, se no crolla, resisti, occhei! Fermo così…
Oggi è Santantonio, Sergio! È oggi che la mamma si lava da sola. La processione sta passando sotto codesta finestra, c’è la banda! Tutto il paese si deve ricordare di questo Santantonio! ! Eppy, eppy in de aus! Tudei io e tu veri femus! Ma dobbiamo prepararci, respirare, non mangiare, per arrivare? Puliti! e leggeri, senza cibo nello stomaco e zavorre nella testa, o vuoi arrivare cacato? No! Che cosa deve dire padre Gruppuso?
Pino…Lo senti? C’è SantoAntonio, è sotto di noi, è arrivato… aggrappami mon amùr, e vola… tudei io e tu veri femus!
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