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Silvia Battaglio
Bolg

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stagione teatrale duemila89 Tangram Teatro

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15 – 16 – 17 – 18 – 22 – 23 – 24 – 25  gennaio  ore 21,00
ore 21,00

TANGRAM TEATRO
Via Don Orione 5 - Torino

F.D.A
BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE
omaggio a Fabrizio De André

II PARTE
 

Ideazione Ivana Ferri
Con Bruno Maria Ferraro

Testimonianze e citazioni da Michele Serra, Don Luigi Ciotti, Carla Corso, Alessandro Gennari, Edgar Lee Master, Fernanda Pivano, Fabrizio De André

Luci  Gianni De Matteis

Direzione tecnica  Francesco Fuggetta

Organizzazione Roberta Savian

Produzione Tangram Teatro Torino

 

decimo anno di repliche

In un epoca che tutto consuma e brucia è se non altro insolito che uno spettacolo giunga al decimo  anno di repliche continuando a raccogliere intorno a sé un pubblico sempre numeroso e sempre partecipe.   Continua così lo straordinario viaggio di FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE spettacolo teatrale in memoria di Fabrizio De Andrè.

“Tutto inizia come una serata unica, poche settimane dopo la scomparsa di De Andrè. Volevamo riprodurre in teatro una delle tante serate con amici, ritrovarsi a cantare le sue canzoni, a raccontare le sue storie.  Fu la prima iniziativa di questo genere e nessuno di noi poteva immaginare che arrivasse tanto in là nel tempo..”

Quest’anno lo spettacolo si arricchisce di alcuni inserti tratti dal libro UNA GOCCIA DI SPLENDORE. Sono appunti, riflessioni, pensieri  di un’attualità e di una profondità straordinarie.  Un omaggio al cantautore, al poeta e all’uomo.

 

FDA APPUNTI DI  VIAGGIO

  Era gennaio del 1999 e con Ivana Ferri stavamo lavorando ad un progetto di spettacolo sulla canzone d’autore,  dei grandi maestri tra cui Brassens, Brel, Choen e altri. Ci piaceva l’idea di portare questo patrimonio di poesia all’interno di un contenitore teatrale.  Arrivò in quei giorni la notizia della scomparsa di Fabrizio De Andrè.

Io Fabrizio l’ho conosciuto da sempre,  le sue canzoni, le sue storie. Fin da quando ragazzino imparavo a suonare la chitarra, le sue canzoni così semplici, immediate, trasgressive erano state pietre preziose da infilare in una lunga collana di racconti in musica. E poi gli amici, le serate passate a suonare, cantare e poi ancora a suonare e cantare le guerre di Piero, le canzoni di Marinella, le città vecchie.

Quelle canzoni “sembravano quasi scritte da noi”, erano un tramite per raccontare emozioni, condividere prese di posizione, per sentirci parte di un mondo che davvero tra un po’ sarebbe cambiato e sarebbe stato sicuramente migliore.

  Il mondo ora non è cambiato così tanto come speravamo, ma un po’ si, e a legare il tempo continuano ad essere queste meravigliose gocce di umanità che circolano accompagnate da un semplice suono di chitarra e diventano riflessioni, crescita, consapevolezza.

  E quando l’11 gennaio di dieci anni fa lui se ne è andato, la sensazione  è stata particolare, strana. Lo stesso senso di vuoto e di solitudine che lascia una persona che ha condiviso il tuo quotidiano, con cui hai parlato a lungo e ti ha sempre accompagnato. Un’onda emotiva che ritrovavi negli altri, che condividevi in silenzio, con qualche imbarazzo, ma grande, presente e forte.

  Una delle sere successive con Ivana e i musicisti, faticando a riprendere il “filo” delle nostre prove nacque un’idea, piccola e semplice. Decidemmo di dedicare una serata nel nostro teatro a lui, alle sue storie, ai suoi personaggi. Pensammo di riprodurre una delle tante serate passate a cantare le sue canzoni in modo informale, senza grossi perché, così…. solo per il piacere di farlo. Un piacere sottile che non attenuava quel vuoto strano.

  Ripresero vita Marinella, Jones, Tito, Geordie e tanti, tanti personaggi che come lui, ci sembra aver conosciuto e che sono  stati compagni di un viaggio lungo. C’era quella sensazione bellissima di condividere con il  pubblico l’orgoglio di essere “contro”, di dare voce a chi non ce l’ha, di guardare ai margini della nostra società imperfetta.  

Era una sera di fine gennaio del ’99. Tutto qui. Niente di più.

FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE è nato così, come un fiore che cresce piano, con tanti amici intorno a suggerire, a dare piccole indicazioni, a cercare materiali in modo discreto, senza retorica e con occhi grandi e lucidi. Poi fu replicato alcune volte, sempre al Tangram Teatro e la gente veniva, sempre più numerosa e avevano sorrisi belli e muovevano piano le labbra perché quelle canzoni lì le conosciamo tutti, anche (e questa fu una delle tante sorprese) i ragazzini.

E senza fatica lo spettacolo cominciò ad andare in giro a toccare teatri piccoli e grandi, ad aprire Festival , a confrontarsi con grandi  platee estive,  alle due tournèe in Svizzera dove anche lì il pubblico cantava sottovoce e aveva sorrisi negli occhi.

E’ uno spettacolo che ha accompagnato gli ultimi dieci  anni del nostro lavoro, più di 300 repliche e migliaia di spettatori che si ritrovano una sera in un teatro con la voglia di ripercorrere i ricordi che ognuno di noi ha messo lì, dentro quelle sue canzoni, quelle sue poesie. Persone dai vestiti diversi, diverse per età, che non c’entrano niente l’una con l’altra, ma che hanno gli stessi occhi, gli stessi sorrisi, quegli occhi e quei sorrisi a cui lui, Fabrizio De Andrè, è riuscito a parlare.     

 

 


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      ultimo aggiornamento  giovedì 08 aprile 2010 
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