“Progetto per Helen” affronta il tema della comunicazione attraverso la prospettiva di Helen Keller (divenuta sordo-cieca all’età di 18 mesi). Comunicare significa “mettere insieme”, stabilire una relazione con qualcosa o qualcuno, talvolta con difficoltà, dovendo superare limiti non sempre fisici, ma spesso mentali, culturali, educativi. Lo spettacolo va oltre il racconto cinematografico di Arthur Penn del 1962 e penetra in quello che è uno dei temi più attuali del nostro vivere quotidiano.
Dopo aver imparato a comunicare attraverso il linguaggio dei segni, l’alfabeto manuale e il metodo Tadoma, Helen riuscirà a parlare. Viene ammessa al Radcliffe College, diventando la prima persona sordo-cieca a laurearsi. Come membro del Partito Socialista Americano, scrive molti articoli in favore della classe operaia. Hellen Keller morirà nel 1968, all’età di 87 anni, lasciando un segno indelebile nella consapevolezza che è proprio nella comunicazione che l’uomo esiste e può esprimersi, costruendo così il senso della propria esistenza. “Ancora oggi il silenzio grava immenso sull’anima mia. Ma poi sopraggiunge la speranza e mi dice sorridendo: la gioia sta nel dimenticarsi di sé. Ed io allora cerco di trasformare la luce che c’è negli occhi altrui nel mio sole, la musica che c’è nelle loro orecchie nella mia sinfonia, il sorriso delle loro labbra nella mia felicità”. Helen Keller
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