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Silvia Battaglio
Bolg

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Tangram Teatro  Via Don Orione 5 - Torino

29-30-31 gennaio
5-6-7 febbraio

ore 21,00

anteprima ad inviti 27 gennaio 2010
al TEATRO VITTORIA di Torino
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CONTA LE STELLE SE PUOI
dall'omonimo romanzo di Elena Loewenthal ed. Einaudi

adattamento Bruno Maria Ferraro e Ivana Ferri

con Bruno Maria Ferraro
collaborazione alla messa in scena Ivana Ferri
impianto scenico di Lucio Diana
musiche di scena di Ludovico Einaudi
direzione tecnica Gianni De Matteis
voce fuori campo Elena Pasqualoni
coordinamento tecnico Massimiliano Bressan
produzione Tangram Teatro Torino

 

Questa è la storia di una famiglia ebraica. È una storia più o meno vera. O meglio, è vera come avrebbe potuto esserlo se un bel giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.

Moise Levi ha solo ventitre anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l'inizio di una lunga storia.
Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un'infinità di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo.
Dopo la grande guerra mondiale e quel «brutto spettacolo» della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel «brutto muso di Mussolino» gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa.
Invece la famiglia Levi - con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse - diventa sempre più numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c'era il ghetto e adesso non c'è più.

Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all'incontrario: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell'esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi «in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità».
La storia che si racconta è quella di una grande famiglia normale, resa impossibile dall'aberrante eccezionalità della Storia.

 

Elena Loewenthal
Lavora da anni sui testi della tradizione ebraica e traduce letteratura d'Israele, attività che le sono valse nel 1999 un premio speciale da parte del Ministero dei Beni Culturali. Collabora
regolarmente con "La Stampa" e con "Tuttolibri". Ha pubblicato insieme a Giulio Busi Mistica ebraica. Tutti testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo. Con I bottoni del signor Montefiore e altre storie ebraiche ha vinto il Premio Andersen nel 1997.
Da anni sta inoltre lavorando per Adelphi all'edizione italiana dell'opera di Louis Ginzberg Le leggende degli ebrei, di cui sono usciti i primi quattro. Nel 2003 ha pubblicato le Fiabe Ebraiche. Il suo primo romanzo Lo strappo dell'anima.

Raccontare in teatro
“Conta  le stelle se puoi” è una storia di quelle che si potrebbero raccontare una sera d’inverno per il solo piacere di mescolare verità storica e fantasia.
In Piemonte si chiamavano le “Vja”. Ci si ritrovava nella stalla , la sera, per proteggersi dal freddo e qualcuno raccontava storie che sarebbero passate di bocca in bocca, di generazione in generazione.
Rinnoviamo questa tradizione le cui origini si perdono nella notte dei tempi e lo facciamo con una storia che è “la storia” del ‘900, fatta una volta tanto con i “se” e con i “ma”; quei “se” e “ma” che la politica solitamente allontana ma diventano in questo racconto  la forza capace di scardinare il passato per pensare in prospettiva al futuro.

 “Se”
Mussolini fosse morto un bel giorno del 1924, “se” il 1938 anziché annus horribilis di leggi razziali fosse stato un annus mirabilis, “se” milioni di persono non fossero morte nei forni crematori e i loro figli fossero qui tra noi, “se”…  
Il “se”, è la forza dirompente di questa vicenda che noi oggi portiamo in teatro.
E lo faremo la sera del 27 gennaio, giorno della memoria, per ribadire come dice la Loewenthal che “la Shoah non sta dentro, sta fuori dalla nostra storia. E’silenzio di morte, invece che vita e parole”.

 

Perché “Conta le stelle se puoi”
Quando i miei anziani genitori sono morti, c’era in casa una valigia rossa con centinaia e centinaia di fotografie. Anni ’60 mescolati con anni 30, 20 addirittura di fine ottocento. Quasi tutti erano ritratti di persone che resteranno per sempre sconosciute, messe lì una accanto all’altra in un ordine casuale.
            Leggendo “Conta le stelle se puoi”  ho ritrovato un sottile contatto con Torino (qui sono le mie origini con le quali ho sempre avuto un rapporto di diffidenza). Ho provato un senso di appartenenza a questa città contraddittoria  e bellissima, alla sua storia, alle sue strade, ai suoi cambiamenti. Di nonno Moise mi è risultato subito familiare il dialetto che conosco perfettamente ma che non ho mai parlato. Non sono ebreo, la mia famiglia è molto diversa, ma quella storia,quella famiglia mi appartenevano, erano uno strano contatto con il mio passato, con le mie origini.
            Il libro che sicuramente ha inciso sulla mia crescita l’ho letto all’età di dieci anni. “Tu passerai per il camino” di Vincenzo Pappalettera. Era il racconto della deportazione e delle condizioni di vita a Mauthausen e anche lì c’erano molte fotografie. Se nella vita di un individuo c’è un momento preciso dove si decide chi si vuole essere e che cosa è giusto pensare, il mio momento è stato quello lì.
E quando ad una conferenza ho sentito Elena Loewenthal sostenere che l’Olocausto è al di fuori della storia ed ipotizzare un presente che non lo contenga, ho pensato che mi sarebbe piaciuto condividere con un pubblico, cioè con “altri”,  questa bellissima storia.  (Bruno Maria Ferraro)

 

Il giorno della memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, del fascismo, dell'Olocausto

 


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      ultimo aggiornamento  giovedì 08 aprile 2010 
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