Ideazione Silvia Battaglio
suggestioni letterarie Milan Kundera, Alda Merini, Giuliano Scabia, Matteo Bianchi
testi originali e rielaborazione drammaturgica Silvia Battaglio, Giulia Ceolin e Lorenzo Bartoli
musiche Torgue/Houppin, Matmos, Hugues Le Bars
luci e scene Massimiliano Bressan
organizzazione Roberta Savian
“E in quel momento arriva il tremito. Nelle rocce della mente si apre una fessura e la vivenza profonda della lingua si scatena in terremoti che parlano, il corpo trema e ha febbre, si infebbra. Fervore, tremore che porta in altro luogo, in quel germoglio sbocciato dentro la presenza. In quel tremito c’è l’inizio di ogni avventura, perché il tremito è sempre rivelazione…il tremito ci prende quando l’armatura secca dei comportamenti e della mente costretta va in frantumi…è lì che risorge”. (Giuliano Scabia) I fiori da innaffiare come piccoli figli parlanti, una gabbia con un uccellino bianco che parla perché vuole uscire e provare a volare, due ombrellini ricamati dietro cui nascondersi, un fonendoscopio per sentire la musica del cuore, una vecchia carrozzina per dormire, un triciclo per viaggiare intorno al mondo e una vecchia radio spenta da ascoltare…spaziando tra sogno e realtà per ri-costruire il nostro presente dentro una nuova armonia. |