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VECCHI
Uno spettacolo sulle persone dai “capelli bianchi” porta con sé il rischio di diventare una retorica celebrazione della saggezza di chi è arrivato al mondo prima di noi; in realtà, però, può essere un’occasione per riaffermare l’importanza di quei “capelli bianchi”, e la consapevolezza di come queste persone possano ancor oggi insegnare tanto alle nuove generazioni. Allestimento di repertorio del Tangram Teatro, Vecchi ritorna dopo molti anni in scena con tutto il suo carico di umanità e passione: lungi dal voler essere una celebrazione del “bel tempo che fu”, lo spettacolo diretto da Ivana Ferri intende riaffermare con forza ed ostinazione la forza dell’amore di cui spesso i nostri nonni possono esser testimoni. L’amore “sacro” per la compagna di una vita che ora non c’è più, come quello per un figlio lontano, o forse mai avuto. Ma anche il sentimento “profano” di una prostituta che ha trascorso l’intera esistenza a regalarlo, l’amore, così come la passione per quell’uomo, o quella donna, amati in segreto per tanti anni, e di cui oggi non resta che un lontano ricordo. Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Sandra Petrignani, finalista al Premio Strega del 2003, il progetto del Tangram Teatro porterà in scena una galleria di personaggi molto più vivi di tanti loro figli e nipoti: uno spettacolo-documento che oltre ad essere interessante pretesto per una sempre valida riflessione sociale su di una condizione, prima o poi, destinata ad interessare tutti, vuol soprattutto affermarsi come un gioioso inno alla vita ed alla capacità di essere prima architetti, e poi privilegiati testimoni, nella “costruzione di un amore” pietra miliare dell’intera esistenza. E se le cronache di tutti i giorni accostano spesso la condizione dell’anziano ad indifferenza, fastidio ed abbandono, i monologhi di Vecchi saranno intense testimonianze di vita vissuta con una sorprendete vivacità intellettuale ad esorcizzare l’inevitabile degrado del corpo. “Quando gli animali sono vecchi e sentono vicino la morte, avvertono l’istinto di separarsi, sono attratti dal vuoto, vogliono allontanarsi, come i vecchi che si perdono nelle città, che non hanno più l’indirizzo. Ci sembra crudele questo andarsene incontro alla morte e così li chiudiamo negli ospizi o negli ospedali. Sono le morti ritardate, tutto ci sembra meno crudele e meno spaventoso della morte. I nonni ricoverati negli ospizi, sono tutti potenziali suicidi, e quando decidono di andarsene non lasciano nemmeno un rigo. Non lasciano niente” (Sandra Petrignani)
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• Tangram Teatro Torino Via Don Orione, 5 - 10141 Torino tel. e fax 011.338.698 p. iva 06875150010 torino@tangramteatro.it |
• Tangram Teatro Torino Via Don Orione, 5 - 10141 Torino tel. e fax 011.338.698 p. iva 06875150010 torino@tangramteatro.it |