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IO AMO HELEN_ultimo movimento
Questa è la storia di Helen, che per un’innata forza interiore, o più semplicemente perché è dalla percezione del proprio limite che spesso nasce la creatività ed il bisogno di comunicare, riesce ad uscire dal buio e dal silenzio che la malattia le aveva imposto. Parlare di “qualità della vita” significa per il sordo-cieco dover affrontare il problema dell’educazione, dello sviluppo dei sensi, attraverso i quali potersi relazionare con il mondo. Comunicare significa “mettere insieme”, stabilire una relazione con qualcosa o qualcuno, talvolta con difficoltà, dovendo superare dei limiti non sempre fisici, ma spesso mentali, culturali, educativi. Helen dunque diventa metafora di quella che è la nostra difficoltà ed allo stesso tempo il nostro bisogno di comunicazione. Helen è la storia di un processo di osmosi familiare, di una vera e propria rivoluzione degli animi, che coinvolge tutti i componenti del nucleo, attraverso la forte messa in discussione dei reciproci ruoli, delle proprie certezze. Attraverso questa che si delinea come una specie di catarsi e di ri-nascita, Helen e la sua famiglia si appropriano di una nuova forma di comunicazione, trovando in essa respiro e pacificazione. Lo spettacolo, basandosi sull’autobiografia di Helen Keller, va oltre il racconto cinematografico di Artur Penn del 1962 e penetra così in quello che è uno dei temi più attuali del nostro tempo: la complessità di comunicazione sul piano generazionale, culturale e sociale, la difficoltà di comprendere profondamente il linguaggio dell’altro. La storia di Helen è la nostra storia, del nostro bisogno di entrare in relazione e di ri-conoscerci parte di una comunità, di una famiglia, di un corpo, del tentativo di esprimere noi stessi in relazione ad un altro “diverso” da noi, all’interno di una società frammentata e disomogenea. Grazie all’incontro con Anne Sullivan, che sarà per lunghi anni la sua maestra la sua voce, Helen entrerà in contatto con il mondo, con la natura, con gli altri esseri umani ed infine, con l’amore. Dopo aver imparato a comunicare attraverso il linguaggio dei segni, l’alfabeto manuale e il metodo Tadoma, Helen Keller riuscirà a leggere in Braille ed infine a parlare. Nel 1900, viene ammessa al Radcliffe College, dove si laurea all’età di 24 anni. Diventa così la prima persona sordo-cieca a laurearsi in un college. Diventa membro del Partito Socialista Americano scrivendo molti articoli in favore della classe operaia. Hellen Keller morirà nel 1968, all’età di 87 anni, lasciando un segno indelebile nella consapevolezza che è proprio nella comunicazione che l’uomo esiste e può esprimersi, costruendo così il senso della propria esistenza.
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• Tangram Teatro Torino Via Don Orione, 5 - 10141 Torino tel. e fax 011.338.698 p. iva 06875150010 torino@tangramteatro.it |
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