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Silvia Battaglio
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SABATO 15 AGOSTOore 21.00 Teatre D’Ou - Sauze d’Oulx

FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE
Omaggio a Fabrizio De André


 

Ideazione Ivana Ferri

Con Bruno Maria Ferraro

Testimonianze e citazioni da Michele Serra, Don Luigi Ciotti, Carla Corso, Alessandro Gennari, Edgar Lee Master, Fernanda Pivano, Fabrizio De André

Musiche di Fabrizio De André

Luci  Gianni De Matteis

Direzione tecnica  Francesco Fuggetta

Organizzazione Roberta Savian

Produzione Tangram Teatro Torino

Da quel lontano gennaio del 1999 FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE  ha attraversato stagioni, Festival, ha effettuato tournèe all’estero, è stato presentato in spazi piccoli ed informali così come nelle grandi manifestazioni di piazza e continua a coinvolgere un pubblico numerosissimo, attento, commosso con il quale si condivide una serata fatta di storie, emozioni, personaggi ormai entrati nel nostro quotidiano.  E si condivide il ricordo di un compagno di viaggio che ha accompagnato le riflessioni e la crescita umana e sociale di tante generazioni.

Bruno Maria Ferraro, diretto da Ivana Ferri, è la voce che ci conduce in una galleria di personaggi come Bocca di Rosa, Marinella, il suonatore Jones e che fa rivivere meravigliosi affreschi come la Città Vecchia o Via del Campo.

 

Quest’anno lo spettacolo si arricchisce di alcuni inserti tratti dal libro UNA GOCCIA DI SPLENDORE. Sono appunti, riflessioni, pensieri  di un’attualità e di una profondità straordinarie.  Un omaggio al cantautore, al poeta e all’uomo.

 

In un epoca che tutto consuma e brucia è se non altro insolito che uno spettacolo giunga al decimo  anno di repliche continuando a raccogliere intorno a sé un pubblico sempre numeroso e sempre partecipe.   Continua così lo straordinario viaggio di FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE spettacolo teatrale in memoria di Fabrizio De Andrè.

 

“Tutto inizia come una serata unica, poche settimane dopo la scomparsa di De Andrè. Volevamo riprodurre in teatro una delle tante serate con amici, ritrovarsi a cantare le sue canzoni, a raccontare le sue storie.  Fu la prima iniziativa di questo genere e nessuno di noi poteva immaginare che arrivasse tanto in là nel tempo..”  Ivana Ferri – Bruno Maria Ferraro

 

 

APPUNTI DIU UN VIAGGIO

  Era gennaio del 1999 e con Ivana Ferri stavamo lavorando ad un progetto di spettacolo sulla canzone d’autore,  dei grandi maestri tra cui Brassens, Brel, Choen e altri. Ci piaceva l’idea di portare questo patrimonio di poesia all’interno di un contenitore teatrale.  Arrivò in quei giorni la notizia della scomparsa di Fabrizio De Andrè.

Io Fabrizio l’ho conosciuto da sempre,  le sue canzoni, le sue storie. Fin da quando ragazzino imparavo a suonare la chitarra, le sue canzoni così semplici, immediate, trasgressive erano state pietre preziose da infilare in una lunga collana di racconti in musica. E poi gli amici, le serate passate a suonare, cantare e poi ancora a suonare e cantare le guerre di Piero, le canzoni di Marinella, le città vecchie.

 

E senza accorgersene quelle canzoni, che prendevano vita tutte le volte senza sforzo, con una naturalezza che “sembravano quasi scritte da noi”, erano un tramite per raccontare emozioni, condividere prese di posizione, per sentirci parte di un mondo che davvero tra un po’ sarebbe cambiato e sarebbe stato sicuramente migliore.

  Il mondo ora non è cambiato così tanto come speravamo, ma un po’ si, e di questo un po’, il merito è anche suo, di queste meravigliose gocce di umanità che circolano accompagnate da un semplice suono di chitarra e diventano riflessioni, crescita, consapevolezza.

  E quando l’11 gennaio di dieci anni fa lui se ne andato, la sensazione fu particolare, strana. Lo stesso senso di vuoto e di solitudine che lascia una persona che ha condiviso il tuo quotidiano, con cui hai parlato a lungo e ti ha sempre accompagnato. Un’onda emotiva che ritrovavi negli altri, che condividevi in silenzio, con qualche imbarazzo, ma grande, presente e forte.

 

  Una delle sere successive con Ivana e i musicisti, faticando a riprendere il “filo” delle nostre prove nacque un’idea, piccola e semplice. Decidemmo di dedicare una serata nel nostro teatro a lui, alle sue storie, ai suoi personaggi. Pensammo di riprodurre una delle tante serate passate a cantare le sue canzoni in modo informale, senza grossi perché, così…. Solo perché ci andava di farlo. Un piacere sottile che non attenuava quel vuoto strano, inspiegabilmente troppo grande per chi non abbiamo incontrato che attraverso il suo lavoro.

  Il pubblico venne e lì ripresero vita Marinella, Piero, Tito, Geordie e tanti, tanti personaggi che come lui, ci sembra aver conosciuto e che sono  stati compagni di un viaggio lungo, di crescita insieme . C’era quella sensazione bellissima di condividere con un pubblico l’orgoglio di essere “contro”, di dare voce a chi non ce l’ha, di guardare ai margini della nostra società imperfetta.  

Quella serata di fine gennaio del 1999 è diventata piano piano uno spettacolo. E’ rimasta simile ma soprattutto è rimasta identica la voglia di guardarsi negli occhi e raccontando storie e ambienti e personaggi condividere emozioni. Tutto qui. Niente di più.

 

FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE è nato così, come un fiore che cresce piano e con tanti amici intorno a suggerire, a dare piccole indicazioni, a cercare materiali in modo discreto, senza retorica e con occhi grandi e lucidi. Poi fu replicato alcune volte, sempre al Tangram Teatro e la gente veniva, sempre più numerosa e avevano sorrisi belli e muovevano piano le labbra perché quelle canzoni lì le conosciamo tutti, anche (e questa fu una delle tante sorprese) i ragazzini.

E senza fatica lo spettacolo cominciò ad andare in giro a toccare teatri piccoli e grandi, ad aprire Festival come il Grinzane Cavour, o confrontarsi con platee di 700 e più persone come a Villa Faraldi,  arrivando alle due tournèe in Svizzera dove anche lì il pubblico cantava sottovoce e aveva sorrisi negli occhi.

E’ uno spettacolo che ha accompagnato gli ultimi otto anni del nostro lavoro, più di 200 repliche e migliaia di spettatori che si ritrovano una sera in un teatro con la voglia di ripercorrere i ricordi che ognuno di noi ha messo lì dentro quelle sue canzoni, quelle sue poesie. Persone dai vestiti diversi, diverse per età, che non c’entrano niente l’una con l’altra, ma che hanno gli stessi occhi, gli stessi sorrisi, quegli occhi e quei sorrisi a cui lui, Fabrizio De Andrè, è riuscito a parlare.      

Bruno Maria Ferraro

 

 

 

F.D.A. BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE è il ricordo di Fabrizio De André con uno spettacolo musicale che nelle passate stagioni  ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico. Un’occasione per condividere ricordi lontani ed emozioni che appartengono  al nostro passato recente, ma che sono anche lo specchio della nostra coscienza sociale.

Bocca di rosa, Marinella, Tito e tantissimi altri personaggi del mondo degli emarginati, dei vinti ci sono divenuti familiari acquistando almeno nel nostro immaginario la dignità dell’esistere. Con De André  è  scomparso qualcuno che a tutti sembrava di conoscere, un amico discreto che ha accompagnato le nostre riflessioni, che ci ha regalato preziosi momenti di poesia. Un compagno di tante serate passate tra amici a ricomporre e rivivere meravigliosi affreschi umani, trasportati da una poesia semplice ed essenziale, in grado di raggiungere tutti.

Quanti di noi continuano ogni tanto a riprendere in mano, i vecchi dischi di vinile segnati dal tempo, e ancora una volta lo cercano. Hanno rivissuto con le sue canzoni il gusto e la fierezza di essere contro. F.D.A. BOCCA DI ROSA… E ALTRE STORIE è un delicato “viaggio” nel tempo, che lontano da finalità commemorative vuole essere l’affettuoso ricordo di un artista che ha lasciato un segno indelebile e un grande vuoto.

 


 


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      ultimo aggiornamento  giovedì 08 aprile 2010 
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