BARDONECCHIA
Lunedì 16 agosto 2010 ore 17,45 Piazza De Gasperi, 1 (di fronte al Comune) (ingresso libero)
Bruno Gambarotta racconta l'Alta Valle di Susa
COLOMBANO ROMEAN Il “Pertus” ovvero UNA STORIA TANTO INCREDIBILE DA ESSERE VERA RICOSTRUITA DA ALESSANDRO PERISSINOTTO NE “LA CANZONE DI COLOMBANO” 
Raccontata da Bruno Gambarotta Coordinamento tecnico Massimiliano Bressan produzione Tangram Teatro Torino Teatro festival 2010 ha chiesto a Bruno Gambarotta di raccontare, come solo lui sa fare, la gente, le storie, l’essenza dell’Alta Valle di Susa, questo territorio straordinario che ospita e accoglie nel mese di agosto un Festival che è occasione di intrattenimento ma anche di conoscenza e riflessione. Alessandro Perissinotto qualche anno fa è partito dai versi incompleti di una canzone popolare e mescolando verità storica e fantasia ha costruito un giallo coinvolgente e dai ritmi serrati. Veri o falsi che siano ambienti e citazioni resta il fatto che Colombano Romean davvero è esistito e davvero, da solo ha scavato la montagna in una lotta impari talmente incredibile da essere vera.  Il traforo Colombano Romean o Pertus de Thullie È una galleria lunga circa 600 m, posta a circa 2000 m di quota, sotto la Cima dei Quattro Denti di Chiomonte, che serviva a portare l'acqua del Rio Thullie - sul versante a nord - a Cels e Ramats - sul versante a sud - per l'irrigazione.
I terreni dell'indiritto erano sterili, perciò nel 1504 gli abitanti di Cels e Ramats costituirono un consorzio per la derivazione dell'acqua dal versante opposto. Ma passarono più di venti anni prima di trovare una persona disposta a scavare il tunnel; il 14 ottobre 1526 i lavori di scavo vennero affidati a Colombano Romean, uno scalpellino originario di Chiomonte e abitante in Francia.
Colombano Romean impiegò circa 7 anni, proseguendo in media di 20 cm al giorno, ultimando il lavoro nel 1533, e al termine della sua fatica ricevette una somma di 1600 fiorini, pari a 320 scudi.
I collegamenti tra l'imbocco della galleria e la frazione Ramats erano tenuti da un cane, che tutti i giorni faceva la spola per portare da mangiare allo scalpellino.
 “La canzone di Colombano” è opera di Alessandro Perissinotto semiologo, folcIorista e scrittore. Il libro è frutto di una ricerca dell’autore. Qualche anno fa Perissinotto conducendo studi sul folklore alpino scoprì, in uno sperduto alpeggio alle pendici del monte Bellavarda, una strana canzone “che non aveva mai sentito e della quale non v'era traccia in nessuno dei testi che conosceva”. Lo scrittore, incuriosito e attratto da quei versi, si mise alla ricerca di altre parti di quella singolare canzone che aveva come eroe un tale Colombano e che narrava una fosca e triste storia avvenuta cinque secoli prima. In un giorno d'agosto del 1533, furono uccise quattro persone innocenti: quattro terribili omicidi di una povera famiglia di pastori, tra cui la giovane Floretta. Ne fu accusato Colombano Romean, un maestro minatore provenzale impegnato, per sfida, a realizzare da solo un'opera immane: il traforo della Thullie che ancora si ammira in val di Susa. Guidato dai frammenti delle strofe della canzone e dalle scoperte degli archivi, Perissinotto ripercorre, attraverso le indagini del giudice e difensore Ippolito, gli avvenimenti e plasma questo racconto dai contorni del giallo 
LA LUNGA NOTTE DI EXILLES Racconto teatrale tratto dall'omonimo romanzo di Laura mancinelli
Primo dei due incontri “in quota” con Bruno Gambarotta che nel raccontare una delle più affascinanti vicende legate all’Alta Valle di Susa arriva proprio sul ”luogo del delitto” Laura Mancinelli ha giocato con la fantasia e con la storia ricostruendo la vita della piccola comunità di Exilles nel ‘700. Un tuffo nel passato che alla fine ci riporta dentro la verità storica di questa straordinaria terra di frontiera, protagonista nei secoli di eventi storici chiave.  Laura Mancinelli si ispira a un emblematico fatto storico - il passaggio del Forte di Exilles ai sabaudi segnò un decisivo consolidamento della loro posizione di difensori della Penisola - per raccontare il dilagare tutto settecentesco delle Sacre Rappresentazioni, motivo di vanto per intere comunità e occasione di feste, danze e futuri fidanzamenti. Ciò spiega l'enorme agitazione che colse gli abitanti di Exilles al sapere che don Giasset ne voleva organizzare una. Ma gli intenti del parroco non erano del tutto pii: suo interesse era concentrare sulla Sacra Rappresentazione le cure della bella vedova Ballon. Mentre Leontine sperava di accasare la figlia, e l'ostessa sognava di consolidare gli affari. Ma uno "scherzo della storia" cambiò il destino di Exilles.  Interno del Forte
Da questa vicenda prende spunto Bruno Gambarotta per raccontare la vita di una piccola comunità, le sue dinamiche, i suoi personaggi così straordinariamente vicini a noi malgrado il tempo passato. E poi il rapporto di un piccolo paese con una gigantesca struttura militare che domina ed invade il territorio e le coscienze. Una particolare e non ancora risolta convivenza che diventa emblema del rapporto difficile tra le persone e la storia, tra il particolare e l’universale. Exilles è il cuore di una terra di frontiera in questo bellissimo racconto anche di frontiera dei sentimenti.  |