OULX Sabato 21 agosto 2010 ore 21,15 ABBADIA (Istituto Salesiano) (ingresso libero)
TANGRAM TEATRO presenta
L’INFERNO Lectura dantis  Reading spettacolo con Bruno Maria Ferraro
Progetto Ivana Ferri Immagini Gianni De Matteis Direzione tecnica Massimiliano Bressan Consulenza a cura del Centro Studi Dantesco di Ravenna  Una lectura dantis che è un vero e proprio “viaggio” dentro il “viaggio” dantesco. E’ la potenza espressiva della parola che ci appare, non solo straordinaria, ma sorprendentemente “moderna”. Una lingua che si confonde con la musica, che riesce a diventare suono, colore, emozione.
Il “viaggio” è la possibilità di addentrarsi nei meandri profondi e nascosti della mente, innervati dalle nostre paure inconsce.
Il nostro Inferno è popolato da quei personaggi che abbiamo conosciuto sui banchi di scuola e a cui il teatro consente, in qualche modo, di “staccarsi” con la violenza delle loro passioni, dalle pagine scritte per diventare nuovamente vivi, veri, carnali.
La drammatica dolcezza di Francesca, il dolore senza fine di Ugolino, padre, prima che uomo sconfitto, la denuncia implacabile della deformazioni della Chiesa, l’avventura senza limiti di Ulisse sono solo alcuni dei passaggi che compongono il nostro “viaggio” a fianco del poeta. 
“Una voce. Arriva da dietro, da un passato profondo, dalle cose conosciute e dimenticate. E allora decidi di fermarti e una volta tanto di ascoltarla. E’ una voce fatta di versi, un canto. Suoni di una tale potenza espressiva che ti chiedi come possano abitare le parole. Ti immergi un poco alla volta, e lì dentro ritrovi le tue paure, che sono poi quelle di tutti, ritrovi le tue inquietudini, che sono le inquietudini di tutti, ritrovi radici, l’anima delle cose. E ritrovi soprattutto un minimo comune denominatore, condiviso da tutti, che è di tutti. Attraversa epoche, secoli, ideologie, livelli culturali, opposte visioni del trascendente, ceti sociali. Pensi a ciò che ti è capitato di osservare: un vecchio contadino che cita a memoria, un illustre cattedratico che legge e commenta. Un ragazzino che sull’autobus ripassa, la potenza espressiva di un attore sulla scena, un verso nella cartina interna di un cioccolatino, un vecchio film muto.” Questo è L’INFERNO DI DANTE. Sintesi di un immaginario collettivo che appartiene a tutti. E se il teatro può leggere ed interpretare la realtà, scavarla e condividerla, quale miglior strumento abbiamo per togliere la polvere dai ricordi scolastici e riportare in vita uno dei capisaldi della nostra cultura che cerca di dare forma alle nostre inquietudini più profonde, alle nostre domande senza risposte.  |