BARDONECCHIA Sabato 14 agosto 2010 ore 21,15 Palazzo delle Feste (ingresso € 10,00)
PAOLO HENDEL
IL TEMPO DELLE SUSINE VERDI  Scritto da Paolo Hendel con Piero Metelli Musiche originali di Ranieri Sessa eseguite dal vivo da Ranieri Sessa (chitarra) Audio Giorgio Vicini Luci Alessandro Scarpa prod. AGIDI-Modena  Paolo Hendel, ovvero un comico che non ha bisogno di troppe presentazioni, la sua verve e la sua comicità tutta toscana hanno conquistato il pubblico sia a teatro con i suoi innumerevoli spettacoli, sia in televisione dove i suoi personaggi hanno fatto epoca. Colto, ironico, graffiante con il suo accento fiorentino grazie al quale può permettersi di dire le battute più crudeli mantenendo sempre un tono gentile e raffinato, è l'espressione di una comicità attenta alla quotidianità che sa farsi satira politica e di costume. In questo nuovo monologo Hendel torna a uno dei suoi argomenti preferiti, l’uomo, con le sue incongruità e i mille problemi di “manutenzione ordinaria”.  «L’amore da Platone a Minghi» Sarà perché è un neopapà di 57 anni «rincretinito dal troppo amore», come lui stesso si definisce, o perché aveva voglia di cambiare argomento, sta di fatto che Paolo Hendel dopo 20 anni passati ad affondare la lama sulla politica italiana, decide di divertirsi con «Il tempo delle susine verdi». È il suo nuovo spettacolo, dove tra una poesia e qualche battuta da osteria, si parla del significato della parola amore, dai tempi di Platone a oggi. «L'amore è occasione per guardarsi dentro e cambiare punto di vista sulle cose», afferma il protagonista che prendendo spunto dal celebre mito di Platone degli uomini-palla (o androgini) dice la sua sui pregiudizi di oggi. «Nel Simposio », spiega Hendel, «il filosofo affermava che l'amore è struggimento per la perduta unità di maschile-femminile; Platone non fa distinzione tra una relazione omo o etero: tutt'altra aria rispetto a quella di oggi!». Dopo Platone il comico approda alla «poesia contemporanea » di Amedeo Minghi con «Trottolino amoroso», e ai reality show, «dove l'amore è uno squallido gioco». Ma se si parla di stupidità e arroganza il pensiero va a Carcarlo Pravettoni, l'industriale cinico di «Mai dire gol». Che fine ha fatto? «C'è», rassicura il comico, «è stato nominato dal governo consulente speciale agli Affari Sporchi: nel suo staff Franco Califano, Pluto e l'incredibile Hulk”. Livia Grossi  |