violet.jpg
biglietteria rivolta a sx SENZA TESTO.png

RESIDENZE CREATIVE 

2021

maggio 2021 

VIOLET
UN VIAGGIO ONIRICO-FEMMINISTA

 

IDEAZIONE ED INTERPRETAZIONE / PIPPE MENTALI Giulia Gualzetti (Mela)

REGISTA / PSICOLOGA E BADANTE Carla Carucci

GRAPHIC DESIGNER / CHEF CUCINA VIETNAMITA Samuele Huynh Hong

RIGGER / ANGELO CUSTODE  Davide Bertorello

MaldiPalco  non si è fermato nel 2020 ma per quest’anno abbiamo ritenuto utile procedere rispettando un principio di precauzione. Rallentiamo la circolazione di artisti under 32 (che vuol dire viaggi, pernottamenti ecc.) privilegiando una serie di residenze artistiche a supporto a gruppi e/o compagnie.

Logo Maldipalco 2021 2 intero copy.jpg

Progetto di spettacolo di circo-teatro che racconta la storia di Violet, un personaggio che perde il proprio mana, la componente magica e vitale di sé.

Così Violet intraprende un viaggio in un universo digitale fatto di costellazioni, scenari fantastici, e aiutanti geometrici per ritrovare quello che di più caro ha gli è sfuggito di mano: la sua identità.

In collaborazione con Teatri Associati di Napoli

 

settembre  2021 

ONIRICA
sognare, forse dormire

Progetto selezionato alla Biennale College Teatro di Venezia 2020 Registi under 30

di Giulia Odetto

con Daniele Giacometti, Camilla Soave, Andrea Triaca, Beatrice Vecchione

ambientazione sonora Lorenzo Abattoir

scene Gregorio Zurla

assistenti alla creazione Antonio Careddu & Valentina Spaletta Tavella

Onirica _ Team 2.jpeg

Viviamo in un’epoca in cui l’educazione è principalmente scientifica. Abbiamo smesso di allenare la percezione, l’istinto.

Spesso ciò che è al di fuori di un approccio logico viene percepito come “new age” o comunque non attendibile, non reale. Ma cosa è reale? Un’esperienza può essere fatta nella vita di tutti i giorni, in un sogno, su un palcoscenico, ma in ogni caso l’individuo esperisce ed, eventualmente, apprende.

Il buio e la luce sono i protagonisti del concept scenografico, composto da diverse sorgenti luminose direttamente manovrabili dagli interpreti in scena. Luce e buio in quanto illuminazione ed ignoranza, come viene presentato nello yoga tibetano del sogno e del sonno.

Il lavoro spaziale è potenziato dalla telecamera in presa diretta. L’utilizzo del video permette di utilizzare lo spazio scenico in modo fluido, mutevole e di giocare sulle prospettive del sogno. Visivamente il risultato è ipnotizzante, dal greco hýpnos ‘sonno’.

Il lavoro sonoro parte dalle esperienze raccolte da Lorenzo negli “sleeping concert” durante i quali il lavoro con la materia sonora avviene in una dimensione percettiva differente e si ricercano una serie di suoni che influenzano o possono influenzare i sogni dell'ascoltatore. L'uso di determinate frequenze, la modulazione di suoni concreti fino a renderli astratti (tramite vari sistemi di sintesi), sono elementi che ricreano delle immagini delle menti di chi sogna. Le orecchie captano e raccolgono dati generando, di conseguenza, diversi ambienti onirici. In Onirica il suono avrà il ruolo di psicopompo, conducendo lo spettatore a livello percettivo in una dimensione conosciuta ed estranea allo stesso tempo, lavorando su altri livelli di coscienza e su ciò che ognuno di noi ha sentito e provato nel sonno

 

interno camera.jpg

Una esplorazione del concetto di stanchezza, intesa come condizione mentale che influenza il fisico. Pietro e Marta, una coppia di trentenni e le strategie per superarla. Ignorandola fino a crollare a terra, oppure assecondandola rallentando il passo. Interpretandola come un campanello di allarme che segnala quando si è raggiunto il limite, oppure portandola ai suoi estremi per la paura di sembrare pigri. In una società in cui lo sfinimento sembra

essere diventato un valore, che impone lo sfiancamento come prova che si è fatto il proprio dovere, l'atto di fermarsi e ritrovare il punto interiore, che definisce chi si è, costa più fatica che continuare a correre.

Interno camera, come lo spazio in cui i personaggi si muovono; come la profondità di pensiero, di rapporto e di sensazioni che si trovano a gestire. Un ambiente non naturalistico, che rimanda ad una soffitta, in cui si ritrovano non solo vecchi oggetti ma un’intimità che resiste agli attacchi del mondo esterno. Una messa in scena che parte dalle relazioni, che si realizza ogni volta nell’idea del qui e ora, per restituire il vissuto dei

personaggi mantenendone la vivezza e assecondare l’ironia di cui è intriso il testo.

 

giugno 2021 

INTERNO CAMERA
Primo studio presentato nel progetto laboratoriale

Scritture a cura di Lucia Calamaro, 2019 Carrozzerie N.o.t.

 

Di Paola Giglio

Regia Marcella Favilla

Con Paola Giglio e Matteo Prosperi

3.png

Un breve viaggio che permetterà di avvicinare due mondi molto distanti tra di loro, forse più dell’oceano che separa le loro terre d’origine, attraverso la musica. Il programma del concerto parte da uno dei generi che più degli altri contraddistingue la musica in lingua portoghese nel mondo, il Fado, con alcuni dei brani più celebri del repertorio della celeberrima Amália Rodrigues accostati a brani di cantanti di fado più recenti, da Dulce Pontes a Mariza a Teresa Salgueiro dei Madredeus. Nella seconda parte, invece, verranno eseguiti brani celebri di Antonio Carlos Jobim, Toquinho e Vinícius de Moraes, facenti parte sia di quel genere che viene chiamato bossa nova ma anche alcune
pagine legate al movimento del tropicalismo che ha tra le sue figure più note l’ex Ministro per la Cultura brasiliano Gilberto Gil.​

 

PALAVRAS E  MÙSICA

 

Di e con Celeste Gugliandolo e Maurizio Baudino

Direzione tecnica: Massimiliano Bressan.

Fonico: Davide Caleri

Organizzazione: Roberta Savian

novembre  2021 

fabrizio coniglio tutti a casa mia.jpg

Questo mio nuovo spettacolo si nutre di decine di mail ricevute da ragazzi delle scuole medie superiori, da genitori, da nonni e da operatori sanitari durante il terribile momento di lockdown che abbiamo vissuto. È la prima volta che scrivo un monologo,ho infatti sempre privilegiato una drammaturgia a più personaggi, ma trovo necessario farlo proprio per descrivere la sensazione di apparente solitudine che ho vissuto. Perché dico apparente? Nella mia condizione, che è stata di molti, di isolamento solitario, ho sentito la necessità di mettermi in contatto con altre vite. Tra le tante testimonianze che ho raccolto, ho privilegiato quelle dei giovani. E così grazie all' aiuto di alcuni insegnanti che conoscevo, mi sono arrivate decine di mail, in cui i ragazzi delle scuole medie superiori mi scrivevano le proprie giornate, i propri sogni, le più intime emozioni. Ne è venuto fuori un ritratto collettivo sui sentimenti più viscerali della giovinezza, che è poi il futuro del nostro paese, estremamente forte ed emozionante, a mio modesto avviso, da un punto di vista teatrale.

 

novembre  2021 

TUTTI A CASA MIA

 

Scritto, diretto e interpretato da
Fabrizio Coniglio

Direzione tecnica: Massimiliano Bressan.
Fonico: Davide Caleri
Organizzazione: Roberta Savian

MIC.jpg
TORINO comune.jpg
logo_tap.jpg