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TANGRAM TEATRO Via Don Orione 5 Torino 

giovedì      17  marzo 2022   ore 21,00

venerdì      18  marzo 2022   ore 21,00

sabato       19  marzo 2022   ore 19,00

domenica  20  marzo 2022   ore 18,00

Ivana Ferri
Bruno Maria Ferraro

FDA 
Bocca di rosa e altre storie

Omaggio a Fabrizio De Andrè

ideazione e adattamento   

IVANA FERRI 

con BRUNO MARIA FERRARO 


Musiche Fabrizio De André  | Testi e testimonianze Michele Serra,  Fernanda Pivano, Carla Corso,  Edgard Lee Master, Fabrizio De André, Alessandro Gennari 


Disegno luci Gianni de Matteis

Luci e fonica Massimiliano Bressan
Segreteria di produzione Roberta Savian

Organizzazione Mary Rinaldi

​Produzione Tangram Teatro Torino
con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte

In un’epoca che tutto consuma e brucia è insolito che uno spettacolo giunga al ventesimo anno di repliche continuando a raccogliere intorno a sé un pubblico sempre numeroso e sempre partecipe. 

Continua così lo straordinario viaggio di FDA BOCCA DI ROSA E ALTRE STORIE spettacolo teatrale in memoria di Fabrizio De Andrè che da anni percorre i palcoscenici teatrali.

E' il ricordo di Fabrizio De André con uno spettacolo musicale che ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico. Un’occasione per condividere ricordi lontani ed emozioni che appartengono  al nostro passato recente, ma che sono anche lo specchio della nostra coscienza sociale.

 “ …E’ uno spettacolo che ha accompagnato anni del nostro lavoro, più di seicento repliche e migliaia di spettatori che si ritrovano una sera in un teatro con la voglia di ripercorrere i ricordi che ognuno di noi ha messo lì dentro quelle sue canzoni, quelle sue poesie. Persone dai vestiti diversi, diverse per età, che non c’entrano niente l’una con l’altra, ma che hanno gli stessi occhi, gli stessi sorrisi, quegli occhi e quei sorrisi a cui lui, Fabrizio De Andrè, è riuscito a parlare.” 

Bruno Maria Ferraro - Ivana Ferri

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Bocca di Rosa, Marinella, le spose bambine di Khorakhané, il giudice, il suonatore Jones, Pasquale Cafiero, l’illuso di Via del Campo.

Ci sono molte persone che diventano personaggi, ma a volte accade anche il contrario: personaggi che, per una strana alchimia di genio e umanità, diventano persone reali, in carne ed ossa, come noi. E’ un destino riservato a pochi, ma l’elenco di questi “pochi” comprende senza ombra di dubbio gli eroi umili di Fabrizio De Andrè: gente che ha smesso di abitare nelle canzoni per trasferirsi nelle nostre vite, gente che ha una storia, un volto, una voce, alle volte perfino un profumo.

Questo spiega perché uno spettacolo dedicato a De Andrè può restare in cartellone per vent’ anni, ripresentandosi ogni volta come un’occasione.

Tutto è nato nel 1999, proprio in concomitanza con la scomparsa del grande cantautore. A raccontarci la genesi del progetto è lo stesso Bruno Maria Ferraro, protagonista principale dello spettacolo. “Con Ivana Ferri stavamo lavorando ad un progetto di spettacolo sulla canzone d’autore dei grandi maestri tra cui Brassens, Brel, Choen e altri – racconta l’artista – Ci piaceva l’idea di portare questo patrimonio di poesia all’interno di un contenitore teatrale. Arrivò in quei giorni la notizia della scomparsa di Fabrizio De Andrè. Una delle sere successive con Ivana e i musicisti, faticando a riprendere il filo delle nostre prove, nacque un’idea, piccola e semplice. Decidemmo di dedicare una serata nel nostro teatro a lui, alle sue storie, ai suoi personaggi. Pensammo di riprodurre una delle tante serate passate a cantare le sue canzoni in modo informale, senza grossi perché, così, solo per il piacere di farlo. Un piacere sottile che non attenuava quel vuoto strano”.

Poi lo spazio informale ha preso corpo, si è arricchito di nuovi contributi e ha saputo richiamare intorno a sé una cerchia di amici. Replicato più e più volte, è stato visto da gente di tutte le età, gente “con gli occhi rossi” che non sapeva decidersi tra sorriso e commozione e che per tutta la sera inseguiva a fior di labbra quelle canzoni note a tutti (ragazzini compresi). L’ossatura dello spettacolo rispetta uno schema ricorrente nelle produzioni del Tangram Teatro: il ritmo delle canzoni è intervallato dalla lettura di testimonianze scritte che, in questo caso, spaziano da don Ciotti a Fernanda Pivano, da Edgar Lee Master (autore dell’antologia di Spoon River) allo stesso De Andrè. Così i personaggi diventano ancora più vivi, inseriti nel contesto che li ha generati e accolti.

Sono passati tanti anni da quei giorni di gennaio che si portarono via un grande artista e contemporaneamente fecero nascere tante opere a lui dedicate: Bocca di rosa e altre storie è ancora sulle scene, capace oggi come allora di appassionare il pubblico e far rivivere un viaggio che ormai è fuori dal tempo ma è dentro di noi.

              dalla recensione pubblicata su Quotidiano Piemontese