12 ottobre 2019 | h. 18.00 (Ingresso libero)

CIRCOLO DEI LETTORI

MAURIZIO BONORA

LA MAFIA PER IMMAGINI

Con lo storico della fotografia MAURIZIO BONORA

Incontro realizzato in collaborazione con il Circolo dei lettori di Torino

Maurizio Bonora, percorre le fragilità dell’Italia, utilizzando un linguaggio diverso dalle arti performative.

Attraverso le immagini di cronaca quotidiana di un gruppo di fotografi siciliani, si racconta il percorso della mafia, tra gli Anni Quaranta e Novanta: il tempo di coppola e lupara, il passaggio dalle campagne alla nuova Palermo”, la guerra per la supremazia nell’edilizia selvaggia e nel mercato della droga, fino all’escalation delle stragi e delle morti eccellenti, ma anche il contesto sociale in cui sono maturati gli eventi.

 

“Per molto tempo, la mafia non ha desiderato essere rappresentata e ha diffidato della macchina fotografica, quella terribile invenzione che permette di catturare luoghi, morti e circostanze per trasformarli in prove d’accusa, oltre che in memoria storica. Le immagini hanno, però, fin dagli Anni Trenta, consegnato le scenografie di morti ammazzati, anonimi o eccellenti, mafiosi ammanettati, donne urlanti vestite di nero, funerali e luoghi delle stragi.

Ci sono state vistose eccezioni come le foto degli uomini d’onore in ascesa, alle feste o per le strade dei loro paesi, e la vicenda del bandito Salvatore Giuliano che, intervistato e ripreso in clandestinità, comparve sulle riviste di mezzo mondo, ma in generale la mafia siciliana trasmise pochissime immagini di sé, anche perché nessuno ha mai pensato di fotografare la mafia di nascosto. La maggior parte di ciò che conosciamo della mafia, è dovuto al lavoro quotidiano di un gruppo di fotografi siciliani e, in particolare palermitani, che hanno svolto un vastissimo lavoro di cronaca

quotidiana, quali, tra gli altri, Giusto e Nino Scafidi, Letizia Battaglia, Franco Zecchin (milanese ma quasi palermitano d’adozione), e Tony Gentile. Il lavoro racconta, attraverso le immagini di questi ed altri fotografi, gli anni di coppola e lupara, il passaggio dalle campagne alla “nuova Palermo”, ovvero il tempo del colossale investimento nell’edilizia e le lotte sanguinose legate alla spartizione del mercato della droga, fino all’escalation delle stragi: un immenso catalogo di guerra, perché, in realtà, non ci sono altre parole per definire quello che è successo in Sicilia, specialmente tra gli Anni Settanta e gli Anni Novanta. Ma racconta anche la condizione dei bambini e delle donne, il degrado dei quartieri popolari, il mondo ufficiale della politica, i saloni e le feste dell’aristocrazia e un evento, all’epoca, passato nel dimenticatoio: il funerale di Peppino Impastato.” M.B.

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