novità assoluta 2022

IL MERCANTE DI LUCE

dal romanzo di ROBERTO VECCHIONI edito da Einaudi
 

Con Ettore Bassi

Adattamento e regìa Ivana Ferri
Musiche originali eseguite dal vivo di Massimo Germini

voce fuori scena Patrizia Pozzi

 

direzione tecnica Massimiliano Bressan
Assistenza tecnica Davide Caleri
Materiali DB Sound – Asti

Organizzazione Mary Rinaldi
segreteria di produzione Roberta Savian
Ufficio Stampa Tangram Teatro

Produzione Tangram Teatro con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte

 

Si ringrazia per la collaborazione la Fondazione Teatro Stabile di Torino

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«Perché gli uccelli cantano quando passa la tempesta
e gli uomini non sanno neanche essere felici del sole che gli resta?»

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Ivana Ferri torna ad occuparsi di un teatro attento a problematiche sociali aperte e lo fa riunendo un gruppo di lavoro di rara sensibilità.

 

“Il Mercante di luce”, bellissimo e toccante romanzo scritto da Roberto Vecchioni, narra del viaggio poetico di un padre e di un figlio affetto da progeria.


Ettore Bassi è il protagonista di questo particolare racconto, parole febbrili e piene d’amore, pronunciate da un padre al proprio figlio giunto alla fine del suo breve viaggio nella vita.

E’ il tentativo di lasciargli un dono, il più grande possibile, oltre la felicità, il disamore e l’amore, la casualità di nascere oppure no, oltre tutto questo che è un frullar d’ali in una melodia alta e che ci portiamo dentro al di là del tempo dato. Perché non importa quanto si vive, ma con quanta luce dentro.

 

 

 “Marco mio, non sono io, sei tu il Mercante di Luce”

 

Lo spettacolo abbraccia lo stile e la magnificenza narrativa di Roberto Vecchioni e con una storia che attraversa il nostro presente ci fa entrare nella dimensione dei classici, ci immerge nella grande letteratura del passato che avvolge tutti noi con la sua luce. Un padre e un figlio. Due vite, due mondi. Percorrono insieme un ultimo tratto di strada scoprendo la forza e la fragilità del loro legame.

 

Per comprendere lo stile e la magnificenza narrativa del maestro Vecchioni, occorre entrare nella dimensione classica, immergersi nella grande letteratura del passato e inebriarsi della luce che emana.
L’autore ci propone una riflessione sull’esistenza, sull’idea del Bello e del Sublime, trasmessa a noi con un incanto speciale e con accenti lirici intensi.

Due vite, due mondi. Desideri falliti, gioie mai vissute. Padre e figlio percorrono insieme un ultimo tratto di strada, con un pathos degno della grande tragedia antica. I personaggi, finemente analizzati, si offrono a noi con tutte le loro fragilità. Entrambi, in modi diversi, sentono di non appartenere all’eterna ruota dell’esistenza. Stefano Quondam è prigioniero di un grande sogno, per il quale è capace di distruggere il bene che ha intorno. Marco assomiglia sempre più ad un’anima, non ad un ragazzo, costretto dalla sorte a costruirsi una realtà parallela fatta di momenti felici e vittorie invisibili.

Tra le pagine del romanzo, alcune intensamente poetiche, affiorano i ricordi di un passato a tratti felice, segnato da ambizioni e delusioni per Stefano, o, nel caso di Marco, da piccoli momenti di euforia e dolorosi graffi al suo cuore di bambino.

 

“Doveva lasciargli un dono, il più grande possibile, oltre la felicità o l’infelicità, l’amore e il disamore, il destino e Dio, la casualità inspiegabile di nascere e morire. E il dono è l’orgoglio di essere uomini e di vivere con questa rivelazione: perché non importa quanto si vive, ma con quanta luce dentro.”

 

In mezzo un excursus letterario di alto livello: Sofocle, Euripide, Archiloco e l’immensa Saffo. Tragedie, miti e sentimenti universali sono un raggio di luce inaspettato che arriva ad illuminare  e a dare un senso vero e positivo alle nostre vite

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Tangram Teatro in coerenza con un percorso artistico che vede il teatro come elemento di indagine e conoscenza dei temi che percorrono il nostro presente, ha deciso di affrontare, attraverso il romanzo di Roberto Vecchioni, questo particolare e delicato argomento.
Il ricavato della serata andrà all’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso APS Onlus come contributo per l’attività di ricerca che l’associazione sostiene. 

Un grazie di cuore a tutti gli artisti che hanno collaborato a vario titolo a questo progetto, in particolare a Roberto Vecchioni,

Ivana Ferri, Ettore Bassi, Massimo Germini.

 

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La Progerìa o Sindrome di Hutchinson-Gilford (HGPS), il cui nome deriva dal greco e significa “prematuramente vecchio”, è una malattia genetica rarissima caratterizzata dalla comparsa di un invecchiamento precoce nei bambini, colpisce un bambino ogni 4-8 milioni di nati. In tutto il mondo ci sono circa 130 persone affette da questa sindrome. Attualmente in Italia ci sono 4 casi di Progerìa. 

I bambini malati di Progerìa nascono in apparenza sani, ma già dai primi mesi di vita si possono riscontrare alcuni sintomi della malattia, indurimento della pelle, reticolo venoso molto evidente, insufficienza del grasso sottocutaneo, scarsa crescita staturo-ponderale.

Verso i 18-24 mesi iniziano ad essere evidenti i primi segni di invecchiamento accelerato. La Progerìa, malattia genetica rarissima, e l’invecchiamento naturale, hanno molto in comune. Infatti le persone con Progerìa sono geneticamente predisposti a malattie cardiache,

infarto, angina-pectoris, pressione alta, insufficienza cardiaca, cuore ingrossato, e poi problemi alle ossa quali artriti e artrosi tutte malattie tipiche delle persone anziane.

 

Pertanto trovare una cura per la Progerìa vorrebbe dire aiutare non solo queste persone, ma fornire la chiave per risolvere i problemi  di salute che affliggono milioni di persone in tutto il mondo.

 

Associazione Italiana Progeria Sammy Basso APS Onlus