Coproduzione
Fondazione del Teatro Stabile di Torino | Teatro Nazionale
Tangram Teatro Torino
LA BUONA NOVELLA
Liberamente tratto dai Vangeli Apocrifi e da “La buona novella” di Fabrizio De André
con
Bruno Maria Ferraro (voce recitante – canto – chitarra)
Celeste Gugliandolo (voce recitante – canto – violoncello)
Pietro Ballestrero (chitarre)
Fiammetta Piovano (flauti)
Regìa Ivana Ferri
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Testi e adattamento teatrale Ivana Ferri – Bruno Maria Ferraro
Musiche Fabrizio De André
Arrangiamenti musicali Gigi Venegoni
Scene e luci Lucio Diana
Collaborazione alla scenografia Agostino Porchietto
Organizzazione Francesca Gallo
Foto di scena Charlie Stive Dagna
Coordinamento tecnico Francesco Pagliaro
Materiali audio DB Sound Asti
“… incontro incredibilmente festoso tra uno dei capolavori di De André e le storie dei Vangeli Apocrifi che le hanno generate….. Lo spettacolo di Tangram Teatro ha il merito di rendere delizioso il percorso di Maria” (Sipario)
“ … Ivana Ferri e Bruno Maria Ferraro cuciono come sarti la drammaturgia intorno alla figura di Maria….(…) al cui interno convivono alla perfezione la millenaria storia e l’eterna poesia di un autore riscoperto anche dalla nuove generazioni ( teatroteatro.it)
Ispirandosi ai Vangeli Apocrifi, lo spettacolo fonde teatro di narrazione e teatro-canzone per esplorare l’incontro tra l’umano e il divino. Se i luoghi dell’infanzia di Gesù sono noti grazie a Mistero Buffo di Dario Fo, molto meno conosciuto è il percorso di Maria: una maternità imposta, un destino che non lascia scelte, un cammino di straordinaria attualità. Tra il 1969 e il 1970, Fabrizio De André trasformò queste vicende in La Buona Novella, distillando poesia nelle luci e nelle ombre dell’umanità, raccontando storie già conosciute in modo radicalmente nuovo. Lo spettacolo riprende le sue canzoni e le immerge nelle fonti originarie, intrecciando parole e musica in un racconto sospeso. Sul palco si dipana così un viaggio poetico e drammatico, dove la fragilità e la forza dell’umano si confrontano con il mistero del divino, illuminando il senso profondo della vita e dell’esistenza.
Se davvero il teatro è una lente di ingrandimento che ci consente di guardare e capire ciò che ci circonda, la Buona Novella è l’occasione per richiamare l’attenzione su molte contraddizioni e su ferite aperte di un tempo, il nostro, spesso incomprensibile. Eravamo tutti convinti che l’umanità avesse fatto molti passi avanti e improvvisamente ci ritroviamo, oggi 2025, in una matassa inestricabile di sopraffazioni, di individualismi, violenza, guerre e diritti negati.
E’ nata così l’esigenza di riallacciare i fili con un passato molto lontano, nelle cui storie troviamo la radice di ciò che siamo e di ciò che continuiamo non riuscire ad essere. Gli “apocrifi” sono popolati da un’umanità viva, palpitante. La ferocia popolare, il destino segnato e rassegnato, delle spose bambine, la fredda ferocia della pena di morte. De André affronta questi temi nel 1969 (!), disegna personaggi come Maria a cui regala una luce straordinaria, una verità che la fa vivere e camminare accanto a noi. Reimmergere le sue bellissime canzoni nelle fonti originali che hanno generato uno dei capolavori poetici del ‘900 è stato per noi un viaggio emozionante che vogliamo condividere con il pubblico. (Ivana Ferri – Bruno Maria Ferraro)
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